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Arresti e denunce della Polizia di Genova per diversi reati

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di Redazione,

La Polizia di Stato di Genova ha sottoposto in stato di fermo per il reato di furto aggravato in concorso due cittadini marocchini di 16 e 15 anni, denunciati anche per resistenza a P.U. e lesioni aggravate.

Nel corso di un servizio mirato, a seguito della recrudescenza di furti all’interno di esercizi commerciali commessi nella zona di Sampierdarena, i poliziotti delle volanti dell’U.P.G sono intervenuti presso un negozio di animali dove era stato segnalato un furto in atto.  Arrivati sul posto, hanno notato che la saracinesca e la porta d’ingresso erano state forzate e all’interno erano stati asportati circa 10.000 euro dalla cassaforte e dal registratore di cassa il cui cassetto è stato portato via e rinvenuto poco distante. La ricerca dei responsabili, che si erano dati alla fuga, si è conclusa dopo poco in via Pascoli, dove i due si stavano dividendo il bottino nascosti tra le auto. Hanno tentato di scappare e di sottrarsi al fermo opponendo una violenta resistenza e provocando lesioni a due agenti giudicate guaribili in 7 e 15 giorni.

I soldi sono stati recuperati e restituiti al legittimo proprietario. Sono in corso accertamenti per valutare la loro responsabilità nella commissione di altri furti in zona con le stesse modalità degli ultimi giorni.

La Polizia di Stato di Genova ha anche denunciato per rapina aggravata una 40enne genovese, operatrice sanitaria in servizio presso una RSA di Sestri Ponente. Quando affidiamo un nostro anziano ad una struttura con una scelta a volte sofferta ma necessaria, confidiamo che il nostro genitore od il nostro nonno sia in un ambiente dove nulla potrà accadergli.

Non è stato cosi per una donna di 88 anni che il 26 agosto scorso si è vista aggredita di notte da una infermiera della residenza, la quale, durante il proprio turno di servizio, le ha asportato dal dito medio sinistro una vera d’oro che le era stato lasciata al dito in via del tutto eccezionale, perché ogni sera l’anziana rivolgeva un pensiero al defunto marito baciando l’anello.

L’infermiera dapprima ha cercato di convincere l’anziana a farsi sfilare l’anello dicendole che doveva metterlo in cassaforte , ma la donna ha stretto ancor di più la mano a pugno, allora le ha dato ripetuti schiaffi alla mano per costringerla ad aprirla, cosa che le è riuscita e che le ha permesso di asportare l’oggetto.

La squadra investigativa del Commissariato Sestri Ponente ha svolto le indagini per addivenire al responsabile del furto, dopo aver acquisito la denuncia presentata a carico di ignoti dal figlio della rapinata dove è presente il racconto della mamma che, per quanto affetta dagli esiti di un ictus, riferisce particolari importanti, quali la descrizione somatica dell’operatrice ed il fatto che indossasse un camice bianco, destinato al solo personale infermieristico. I poliziotti hanno avuto la conferma della sparizione dell’anello dalla visione del registro quotidianamente compilato dagli O.S. : in esso tale mancanza si colloca a partire dalla mattina del 27 agosto.

L’unica telecamera di videosorveglianza interna era orientata in modo tale da non potere inquadrare gli accessi alla camera di degenza occupata dalla signora, ma i poliziotti hanno appreso che dal tardo pomeriggio in poi la struttura è inibita a persone esterne e che gli ospiti presenti sono nella quasi totalità non deambulanti autonomamente. Verificate le presenze e saputo che una delle infermiere, la cui descrizione era simile a quella fornita dall’anziana, aveva chiesto negli ultimi tempi anticipi sullo stipendio asserendo difficoltà economiche, l’attenzione degli investigatori si è spostata sui “COMPRAORO” presenti a Sestri Ponente. In uno di questi è stata trovata una scheda di rilevazione a nome della predetta infermiera, attestante il deposito, in data 27/08/2021 intorno alle ore 09,00, dunque immediatamente dopo il turno notturno, di una “fede liscia in oro” del peso di gr. 7,06 .

Il controllo dell’apposito registro ha permesso di appurare che l’infermiera a più riprese, dal mese di novembre 2020 ai giorni nostri, aveva depositato altri monili in oro: successivi accertamenti hanno permesso di verificare che all’interno della struttura, a fare data dal citato mese, vi erano state altre “sparizioni”, erroneamente interpretate quali smarrimenti dalle degenti e mai segnalati all’Autorità: la descrizione degli oggetti corrisponderebbe a quelli depositati nel tempo dall’infermiera. L’operatrice sanitaria contestualmente alla denuncia penale a suo carico ha rassegnato le dimissioni volontarie dalla RSA.

 

(29 settembre 2021)

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