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O di organizzatori di Marce su Roma che devono 255mila euro di contributi allo Stato…

di R.S. #Politica twitter@genovanewsgaia #LaSpezia

 

E’ il sacro fuoco del cercare un colpevole a tutti i costi, fuori da noi stessi, quello che brucia. E quel sacro fuoco scotta. Non gli altri, ma noi stessi. Perché chi brucia d’ardore è anche cieco. E troppo spesso sordo. Ancor più spesso è irragionevole e, cosa peggiore, smemorato.

Lui è l’ideatore della marcia su Roma che doveva essere una manifestazione oceanica (A Carpi! A Carpi!, scriveva Tondelli, ma questa è un’alttra storia, ma il nesso c’è. Va solo scoperto) “per difendere i lavoratori e mandare a casa i politici»” – per prendere il loro posto e fare peggio di quanto abbiano fatto loro? Non c’è nessuna novità in questo. Lo hanno già fatto i  5 Stelle – manifestazione che avrebbe dovuto tenersi davanti a Montecitorio lo scorso primo maggio.

La manifestazione però non ha fatto bene allo smemorato imprenditore che, secondo la Procura, anziché tutelare i suoi dipendenti o meglio “difendere i lavoratori” tra il 2015 e 2018 non ha versato contributi per 255 mila euro. Insomma, il sacro fuoco del cercare un colpevoli a tutti i costi, ha colpito ancora facendo perdere la memoria a chi colpito dal sacro fuoco fu.
Duole avere sempre ragione.

Lui è un cinquantenne imprenditore che in passato ha gestito discoteche e bar nello Spezzino e in Versilia, già nel mirino delle Iene, ma che stavolta è finito sotto l’obbiettivo del sostituto procuratore Rossella Soffio che gli ha fatto notificare un avviso di conclusione delle indagine preliminari, atto giudiziario che, di solito, prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.

Nicola Franzoni, 50enne divorato dalla sacra passione dell’anti-politica, è stato notificato – scrive Il Secolo XIX – è contestato «l’omesso versamento di contributi per un importo complessivo di 255 mila euro».

Poi il colpo geniale. Pisciare contro il muro di Palazzo Chigi in sfregio alla politica e all’attuale presidente del Consiglio. Risultato: 280mila euro di multa. L’ardore rende ebbri. E quando hai bevuto troppo  se la devi fare la devi fare

 

(5 giugno 2020)

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