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Nuovo codice strada, Pastorino (PD): “Riforma disomogenea che comporta seri problemi di applicazione da parte dei comuni e mostra troppe contraddizioni”

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di Redazione Politica

“Il nuovo codice della strada mostra abbondanti disomogeneità e comporta seri problemi di applicazione della norma da parte delle amministrazioni locali: in barba a tutte le evidenze scientifiche e di buon senso, se da un lato si inaspriscono le pene, dall’altro si introduce la possibilità di aumentare i limiti di velocità, si riduce l’uso degli autovelox, si limitano le Zone a Traffico Limitato (ZTL) e le piste ciclabili. Insomma, un vero disastro. Per questo ho espresso il mio voto contrario al testo della sua riforma”, dichiara in aula alla Camera il deputato ligure del Partito Democratico Luca Pastorino.

“Da un lato nella prima parte si insaspriscono le pene e dall’altro si strizza l’occhio a chi le regole fa fatica a rispettarle: si introduce la possibilità di aumentare il limite di velocità, si riducono gli autovelox, strumento che andava semmai corretto in alcune storture. Non solo, per cercare di porre rimedio alle principali cause di incidenti, la riforma elimina il nesso causale tra il consumo delle sostanze e l’effetto alterante sostituendolo con un nesso cronologico: ora per ritirare una patente basterà dimostrare che il guidatore abbia assunto la sostanza anche ore o giorni prima indipendentemente dall’essere o meno sotto l’effetto stupefacente di quella sostanza, una differenza sostanziale”, continua Pastorino.

“Da amministratore pubblico denuncio molti passaggi che diminuiscono le possibilità di esercizio della norma da parte dei comuni. Cito solo l’esempio delle ciclabili perché laddove si parlava di obbligo di dare precedenza a velocipedi su strade urbane ciclabili, il concetto viene ora sostituito con quello di prestare massima attenzione. Ma anche per esempio la ridefinizione delle strade a traffico limitato o l’individuazione di zone dedicate alla sosta a pagamento o libera vengono sostanzialmente sottratti alla podestà dei comuni e demandati a decreti ministeriali per la definizione di ogni aspetto. Anche lì bisogna capire dove si andrà a finire”, conclude Pastorino.

 

 

(27 marzo 2024)

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