Ci chiedevamo, presidente Toti, se l’Eurovision Song Contest 2022 non sia “un po’ troppo ghèi” per la destra con la quale governa…

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di Daniele Santi, #Eurovision2022

Con tutto il rispetto per la proposta lanciata dal presidente Toti che vedrebbe di buon occhio, e come potrebbe essere altrimenti, l’organizzazione dell’Eurovision 2022 a Sanremo dopo la vittoria dei Maneskin che Sanremo l’hanno già vinto, abbiamo un dubbio; ci sfugge infatti se il presidente la cui giunta è retta dai voti di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia con sprazzi di integralismo teocratico qua e là e contorno di maschiacci SS (superstraight), sia consapevole che i suoi colleghi teocon potrebbero ritenere la manifestazione un po’ troppo ghèi.

L’entusiasmo di Toti è del resto sincero, come si evince dal post che segue, ma non ce lo vediamo Bagnasco a dare il suo okay ad una manifestazione che secondo i canoni dell’omofoba destra alla Pillon sarebbe una vergognosa propaganda al gender, trattandosi di manifestazione acclamata dalla, e patrimonio della, comunità LGBTQI+ internazionale.

 

 

Il nostro non è certo un attacco politico, ma soltanto l’umile opinione di uno poveraccio che scrive incongruenze e che si aspettava, invece di robe entusiastiche sull’Eurovision 2022 con tanto di endorsement di consigliera regionale di partito totiano, addirittura due parole di umanità dopo il suicidio del giovane migrante preso a bastonate, randellate pugni e calci a Ventimiglia. Perché Ventimiglia è Liguria e noi siam gente che pretende.

Ma è il momento di prendersi i trionfi degli altri e portarseli a casa come se fossero nostri per trarne il miglior vantaggio possibile, unica caratteristica, momentaneamente, perché si può sempre far peggio, della politica di Cambiamo. Senza punto esclamativo sennò ci si sposta l’accento della frase.

Così attendiamo che Pillon dia il permesso a Toti di utilizzare la coalizione di centrodestra estrema, di maschissime tradizioni come testimoniano le uome che votano da quelle parti, per la svergognata propaganda della gentaglia LGBTIQ+ in passerella a Sanremo, che addirittura vuole l’approvazione, assieme alla stragrande maggioranza del Paese, del Ddl Zan. Gran brutta gatta da pelare questo Eurovision 2022. ‘Sti coatti de Maneskinne!

 

(25 maggio 2021)

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