di Redazione, #Migranti
Era il 9 maggio quando Mosua Balde, 23 anni, originario della Guinea era stato assalito e preso a bastonate senza motivo, in strada a Ventimiglia, da un gruppo di sconosciuti. Nella serata del 23 maggio il giovane si è suicidato nel Centro permanenza rimpatri di Torino all’interno del quale si trovava in isolamento “ufficialmente per motivi sanitari”. Lo scrive Il Fatto Quotidiano.
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Il quotidiano cita quanto riferito da dall’avvocato Gianluca Vitale al Corriere della sera, che parlava del giovane come di un 23enne che “era provato e stanco” e sosteneva di “non essere stato ascoltato dagli inquirenti dopo il pestaggio”. La procura di Torino ha avviato degli accertamenti sul caso, mentre il garante dei detenuti Mauro Palma ha denunciato il fatto che “il migrante non sia stato seguito come la sua situazione richiedeva”.
Il video amatoriale girato in occasione del pestaggio rimbalzato su centinaia di profili Facebook e altri social, che riprendeva tre persone che prendevano a bastonate il ragazzo urlante a terra e incapace di reagire, ha consentito l’individuazione dei tre aggressori: due siciliani originari di Agrigento, di 28 e 39 anni, e uno di 44 anni, originario di Palmi (Reggio Calabria) tutti domiciliati a Ventimiglia sono stati denunciati a piede libero per rispondere del reato di lesioni aggravate, lesioni giustificate dal racconto secondo il quale il giovane aveva cercato di rubare un cellulare. I Vendicatori sono denunciati a piede libero. Lui si è ammazzato a 23 anni mentre era in isolamento.
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(24 maggio 2021)
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