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Un’altra brillante intuizione di Salvini lancia la Lega alla conquista del referendum sul nucleare (un altro)…

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di P.M.M.

Dopo la fine d’anno col botto di Meloni, mancava l’inizio d’anno con un’altra delle brillanti intuizioni di Salvini che si lancia e lancia la sua Lega al referendum sul nucleare (un altro) perché non gli è bastato il “No” a quello di Berlusconi del 2011.

Con sprezzo del pericolo in perfetta coerenza con lo stile del personaggio, pronto a lanciare la prima idea che gli viene in mente, tanto può sempre cambiarla, così come gli è già successo più volte sull’immigrazione ecco il Tribuno istituzionale lanciarsi alla realizzazione dell’ennesima brillante intuizione che si chiama referendum pro-nucleare come risposta alla crisi energetica europea. Non c’è del genio nei politici italiani di questa destra sgangherata e improduttiva che saltano perennemente sul cavallo della prima cosa che gli viene in mente?

Salvini, con il tipico salvinismo, traduce molto liberamente la posizione europea sull’energia green dichiarando che anche la “Commissione” europea sembra prepararsi “a riconoscere gas e nucleare come energie Green” e siccome “l’Italia non può stare ferma la Lega è pronta anche a raccogliere le firme per un referendum che porti il nostro Paese in un futuro energetico indipendente, sicuro e pulito”. Va ricordati a Salvini che nel 2011 la lega era già lì quando gli Italiani dissero “No”, proprio con un referendum, ad una proposta berlusconica di ritorno al nucleare. A dimostrazione che a queste destre di ciò che pensano gli Italiani non gliene frega niente a meno che non siano utili, gli Italiani, ai loro (delle Destre) progetti egemonici e spesso illiberali.

E quello di Salvini è davvero il colpo di genio che mancava ed arriva con sospetto tempismo come distrazione di massa, alla viglia dell’elezione del Capo dello Stato, e proprio mentre la Germania le centrali nucleari le chiude e la Francia fa i conti con enormi problemi di sicurezza degli impianti esistenti, dimenticandosi naturalmente di parlare dei costi esorbitanti della costruzione di una nuova centrale nucleare ed evitando di ricordare che nel 2011, dopo il referendum sull’acqua e sull’addio al nucleare, persino Berlusconi aveva dichiarato, dopo i risultati: “L’Italia deve dire addio al nucleare” (per la seconda volta, la prima era stata nel 1987 dopo la catastrofe di Chernobyl).

Ora Berlusconi vuole andare al Quirinale e a Salvini viene la nostalgia del nucleare (chissà dove vuole costruirla quella centrale che ha in mente, se ce l’ha in mente sul serio, e chissà dove pensa di stoccare le scorie prodotte nei decenni precedenti che ancora cercano casa). Quando si dice la casualità.

 

(2 gennaio 2022)

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