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Quelli che a Genova tra selfie e applausi fanno saltare la sospensione delle tasse per gli sfollati del Ponte Morandi

di G.G. #Genova twitter@gaiaitaliacomlo #PonteMorandi

 

Fa sempre male il troppo entusiasmo. E questo popolo di gentucola che si entusiasma troppo va poi incontro a cocenti delusioni. Succede dall’Alpi alle (quasi) Piramidi e ovunque ci sia un Italiano. Eccolo, il figlio di emigranti del Bel paese eretto in tutto il suo inutile fallico ergersi a gridare meraviglie, ad applaudire miracoli, a credere a tutto salvo poi doversi ricredere amaramente, scagliandosi furioso e rancoroso contro coloro che le promesse non mantennero.

Marrani ed incoscienti? No. Semplicemente politici che sanno di avere a che fare con elettori che credono a tutto perché pensano al proprio piccolo tornaconto. Alla propria piccola pancia piena. Al piccolo mondo inutile che non serve nemmeno a loro, ma che è l’unico che sanno vedere. Eccoli sotto un ponte appena crollato pronti ad applaudire e gridare “osanna!” a politici che tra le macerie si fanno selfie – gesto che basterebbe a fare comprendere (quasi) a chiunque di che pasta son fatti.

Poi le promesse, i bla bla bla, i “faremo”, i contate su di noi e poi la cocente delusione: agli sfollati forzati dal crollo del Ponte Morandi non verranno sospese nemmeno le tasse. Dal decreto cosiddetto “semplificazioni” è sparita quella norma che voleva il blocco delle tasse fino al 2 dicembre per le zone colpite dalla tragedia del ponte, scomparsa che va ad assommarsi alla mancata esenzione dall’Imu e dalla Tari.

E’ il destino dei troppo entusiasti.

 





 

(29 gennaio 2019)

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