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Matteo Renzi: “Continuate a votare quelli simpatici tanto il conto lo paga la povera gente”

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di Giancarlo Grassi

La nuova trasmissione elettorale de La7, che pretende o ha come obbiettivo (a seconda di come la si guardi) di fare chiarezza [sic] sull’agone elettorale nel quale ci hanno sbattuto di nuovo, ha ospitato nella sua prima puntata del 1 agosto, tra gli altri, Matteo Renzi e quindi, come tristi presagi di un futuro senza idee, ma grandemente opportunista, anche il presidente della Liguria Toti, o di come si arriva in cima facendo scalini di tutti i compagni di viaggio creando poco o nessunissimo valore, e anche Mastella, per la fascia geriatrica dell’ascolto.

Durante la sua performance Matteo Renzi ha esagerato, come al solito, facendo in modo che quel suo modo un po’ così di proporsi al pubblico oscuri una lucidità politica che in Italia, in questo momento, non ha confronti, che è capace di ascoltare ciò che deve ancora avvenire, spiegarlo e prevederlo sulla base dell’intuito e della materia: certo quando toglie spazio ai conduttori (buonini, Mentana… si vorrebbero un po’ più carogne, pur dentro la buona educazione) e addirittura passa lui la parola a chi dovrebbe intervistarlo, travalica un po’ i confini, anche quelli della buona educazione alla quale lui dice di fare caso. Ma quando chiude la sua intervista dicendo: “Continuate a votare quelli simpatici tanto il conto lo paga la povera gente” traccia un ritratto impietoso e assolutamente aderente alla realtà della pancia che gli italiani usano per andare alle urne, al di là di ogni possibile campagna elettorale. E’ un “non importa quello che dice, non lo voto perché mi è antipatico“, che andrebbe bene per un rappresentante di classe in prima liceo, ma dovrebbe finire lì.

Quindi appare sinistramente Giovanni Toti che è la traduzione nel reale della chiosa di Matteo Renzi: dice un sacco di cose, e le dice benissimo e in modo piacevole. Ma non dice niente. Snocciola numeri come se fossero bistecche dal macellario: ma non dice nulla di quei numeri, non li spiega. Scambia le percentuali col consenso reale. Dimentica di dire che ciò che la sua lista ha ottenuto non l’ha ottenuto andando da solo. E non per meriti, ma pe alleanze.

Ecco, tutto questo per dire che sarebbe bene ricominciare a votare dopo avere ascoltato attentamente ciò che i candidati dicono, perché il presidente del Consiglio e la politica che porta con sé deve creare le condizioni per benessere e giustizia sociale per tutti e, dato che non ci vado a cena né ci dormo insieme, che mi sia simpatico o meno è del tutto irrilevante.

 

(2 agosto 2022)

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