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Il grillino nominato dal grillino lancia accuse: gli assessori Piciocchi e Grosso le smontano

di Redazione #Genova twitter@genovanewsgaia #TeatroCarloFelice

 

Subito dopo la sua nomina e rivestendo ora la triplice veste di musicista, consigliere di opposizione e ora consiglio della Fondazione del Teatro Carlo Feliceil grillino nominato dal grillino Luca Pirondini se n’è uscito con accuse di vario genere sul Presidente della Regione Liguria e dell?Assessore regionale alla Cultura.

Apprendiamo con indignazione delle improvvide dichiarazioni del consigliere comunale Luca Pirondini nei confronti del Presidente della Regione e dell’Assessore regionale alla Cultura, secondo cui dal controllo di “documenti, bilanci e recenti bandi” della Fondazione Teatro Carlo Felice vi sarebbero verità da temere”.

la dichiarazione dell’assessore al Bilancio del Comune di Genova Pietro Piciocchi e l’assessore alle Politiche culturali del Comune di Genova Barbara Grosso, sono tese a sbugiardare Pirondini uno e trino, e le sue dichiarazioni e giungono in redazione attraverso un comunicato stampa.

Riteniamo queste dichiarazioni – continuano gli assessori – del tutto inaccettabili e gravemente lesive della reputazione delle Istituzioni locali, Regione e Comune, che, con larghezza di risorse e quotidiana dedizione, sostengono il Teatro nel suo percorso di risanamento. I dubbi, piuttosto, si appuntano su una nomina a consigliere di indirizzo della Fondazione di una persona che, anche in disparte il suo noto ruolo politico di capogruppo di un partito di opposizione, intrattiene con la medesima Fondazione non sporadici rapporti di lavoro. Siamo certi che, a parti invertite, questa situazione sarebbe stata ben rimarcata. Ma, francamente, chiediamo ai consiglieri del Movimento 5 Stelle di rivolgere altrove i loro sommari e pregiudiziali strali per complotti e chissà quali verità nascoste. Non certo a chi, come il Presidente Toti, il Sindaco Bucci e l’Assessore Cavo, unitamente agli Assessori comunali, si prodigano ogni giorno a favore della Fondazione. I dati oggettivi dimostrano infatti che, nonostante la difficile congiuntura di finanza pubblica, i contributi ordinari di Regione e Comune sono sensibilmente aumentati negli ultimi tre anni, il debito della Fondazione è in costante diminuzione, il bilancio del 2018, ratificato dal Collegio Sindacale con esponenti nominati dal Mef e dalla società di revisione, chiude con un utile operativo di oltre 2 milioni di euro, gli stipendi sono finalmente pagati con puntualità, così come i contributi previdenziali. La Corte dei Conti, nel maggio scorso, ha assentito al decreto per la concessione del c.d. prestito Bray, sul presupposto della credibilità del piano di risanamento che è stato presentato. L’Agenzia delle entrate, parimenti, ha acconsentito allo stralcio e alla rateazione in dodici anni dei consistenti debiti tributari pregressi e questo a riprova della sostenibilità delle proiezioni fornite. Il Consiglio di Indirizzo, inoltre, ha recentemente attivato una serie di misure correttive per rafforzare ulteriormente i processi di trasparenza e rendere più efficiente l’organizzazione. La programmazione artistica ha conosciuto un incremento delle rappresentazioni, è di elevata qualità e i dati di incasso confermano l’interesse del pubblico. È indubbio che tutti questi risultati siano stati ottenuti grazie al lavoro sinergico tra Fondazione, Regione e Comune che credono nel loro Teatro. C’è ancora molto lavoro da fare perché l’eredità ricevuta è pesante ma l’inversione di tendenza è palpabile e solo chi non è intellettualmente onesto la può negare. Nessuna verità da temere, quindi, ma solo fatti concreti da evidenziare e di cui essere orgogliosi.

 

(26 luglio 2019)

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