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Il comunicato stampa del Sindaco Bucci sulla vicenda Carige che non dice assolutamente nulla

di Redazione #Genova twitter@gaiaitaliacomlo #Carige

 

Un’altra banca italiana che rischia il fallimento è una pessima notizia, soprattutto se si guarda al silenzio che da Roma arriva sulla questione complice quel governo pentaleghista di cui fa parte, come parte importante, il segretario del partito della cui linea è espressione il Sindaco di Genova Bucci. La vicenda Carige è nota. E’ noto il “no” alla ricapitalizzazione della Banca da parte della famiglia Malacalza che ne detiene il 20,6% attraverso la holding Malacalza Investimenti detiene il 20,639% di Carige. E’ noto che le azioni Carige valgono oggi meno di quelle di questo quotidiano che non ne ha emesse.

Così non resta che affidarsi alle sagge parole del Sindaco Bucci che sistemeranno le cose (speriamo meglio di quanto la Lega non abbia fatto con la sua banca), mentre la Banca è commissariata e la borsa di Milano soffre.

In un comunicato stampa giunto in redazione Bucci spiega gli importanti passi compiuti dalla sua amminstrazione: “Questa mattina – ieri, ndr – abbiamo sentito il Presidente Giovanni Toti ed altri esponenti delle amministrazioni liguri, assieme al management della banca stessa. Con cui abbiamo condiviso le nostre osservazioni. Banca Carige è un elemento fondamentale per il territorio genovese e ligure. L’amministrazione comunale è disponibile a fare tutto ciò che possa essere necessario e nelle sue competenze per salvaguardare il futuro della banca, fiduciosi che il periodo di commissariamento sia breve. La scelta di nominare Commissari Straordinari il Presidente Pietro Modiano e l’Amministratore Delegato Fabio Innocenzi rappresenta un segnale positivo per la stabilità della banca, per i suoi clienti e per tutto il territorio. Ci auguriamo che quanto prima si possa continuare la collaborazione con gli azionisti per uscire con successo dal commissariamento”.

Il comunicato, noterete, non dice nulla (mentre Unicredit starebbe a guardare con attenzione), ma non dire nulla in un comunicato è assai meglio che stare zitti mentre tutto crolla.

 





 

(3 gennaio 2019)

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