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“Luigi Esposito: la realtà del sentimento”, dall’11 settembre al Museo Navale di Pegli

di Redazione #Genova twitter@gaiaitaliacomlo #Arte

 

 

Martedì 11 settembre, alle ore 17.30 al Museo Navale di Pegli, inaugurazione della mostra personale “Luigi Esposito: la realtà del sentimento”, curata da Luciano Caprile.
Trenta olii di  paesaggi campani, scorci liguri, ritratti e nature morte espressi con raffinata tecnica pittorica da Luigi Esposito, artista classe 1924 nato a Napoli ma da anni residente a Pegli.

La mostra è organizzata da Mu.MA – Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni, con il sostegno dell’Associazione Promotori Musei del Mare e della Navigazione, in collaborazione con il Cup e sarà visitabile da mercoledì 12 settembre a martedì 2 ottobre, accompagnata da un catalogo distribuito da Ateneo Edizioni.

Luigi Esposito nasce nel 1924 a Napoli, dove si è diplomato all’Accademia di Belle Arti.
La sua pittura riesce a trasferire abilmente il clima e il sole della sua terra in alcuni tipici scorci del territorio ligure; nel corso della sua lunga carriera ha esposto in numerose mostre personali e collettive, meritando, tra l’altro, il “Pavone d’Oro” nel 1972, il “Campidoglio d’Oro” nel 1981 e il primo premio assoluto “Centenario Toulouse Lautrec” a Parigi.

Lasciata Sorrento, il novantaquattrenne artista vive a Pegli dove ha trasferito il senso di una pittura nostalgica e suadente che recupera il clima magico della “Scuola di Posillipo”. Ha affermato in proposito: “Cerco con le mie opere di portare qui al nord il sole di Napoli”.

L’attuale rassegna propone vedute del suo sognante e sognato passato (“Darsena di Pozzuoli”, “Anacapri alta”, “Casina lungo la costa amalfitana”) che egli ha riversato in alcune interpretazioni del paesaggio ligure (“Camogli”, “Piazza De Ferrari”, “Pegli” ).

Un altro tema privilegiato è il ritratto dove compaiono fanciulle in fiore e signore immerse nella tonalità del desiderio (“Ragazzina con abito rosso”, “Lettura”, “Giovane donna nelle rose”).

Nelle “nature morte” emerge quindi il rapporto empatico con certa scuola napoletana dei secoli scorsi dove il naturalismo sfocia in una raffinata armonia tonale e compositiva (“Uva e pesche”).

 




 

(7 settembre 2018)

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