di Redazione Liguria
“Trovo sbagliato, ai limiti dell’assurdo, giudicare col senno di poi quanto accaduto a Bergamo e nel resto d’Italia durante i giorni più drammatici della pandemia.
E ancora più assurdo voler processare in aula di tribunale chi allora, Ministro, governatore o tecnico della sanità, prese decisioni per contrastare un nemico ignoto e terribile, di cui non conoscevamo nulla e contro cui non sapevamo come difenderci”. Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in merito all’inchiesta della Procura di Bergamo su quanto accaduto durante la fase iniziale della pandemia da Covid-19.
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“Allora tante persone si presero la responsabilità di decidere cosa fare: alcune scelte possono essere state giuste, altre forse sbagliate – aggiunge Toti – in ogni caso sono certo che tutti agirono al meglio delle proprie capacità e in assoluta buona fede. Anzi, spesso assumendosi l’onere di decisioni drammatiche e coraggiose. Non si scrive né si giudica così la storia più dolorosa degli ultimi 70 anni. Spero almeno – prosegue il governatore – che tutto questo sia di lezione a coloro che del giustizialismo, del moralismo un tanto al chilo hanno fatto il piatto forte della propria attività politica. Piena vicinanza a Conte, Fontana, Speranza e agli altri soggetti coinvolti nell’inchiesta – conclude Toti – con cui ho condiviso quell’epoca buia e dolorosa e di cui ho sempre riconosciuto l’impegno e il rigore nell’affrontare il Covid, quando ero d’accordo e quando la pensavo diversamente”.
Informa un comunicato stampa della Regione Liguria pubblicato integralmente.
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(2 marzo 2023)
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