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Matteo Salvini è fischiato a La Spezia e se la prende con mamma e papà dei contestatori. Un signore…

di Giovanna Di Rosa #LaSpezia twitter@genovanewsgaia #Maiconsalvini

 

Dopo la visita lampo alla fabbrica di yogurt a Varese, senza mascherina con tanto di foto sui social, errore poi velocemente corretto dalla macchina propagandistica dell’amico di Putin – troppo tardi, c’è chi è stato più veloce di loro – Matteo Salvini è corso a La Spezia per convincere i creduloni che votare Toti e la Lega in Liguria sia per il bene dell’umanità.

E’ stato naturalmente contestato, perché chi di propaganda ferisce di propaganda perisce, e non l’ha presa bene, o meglio, l’ha presa come la prenderebbe chiunque sia come lui convinto di essere il Salvatore dell’Umanità e si trovi di fronte questi svergognati pargoli di famiglia maleducata che se la prendono con dio.

Così Salvini ha reso noto al mondo intero, che per lui chi lo contesta o deve “andare a lavorare in cantiere“, come se lui sapesse cosa vuol dire lavorare, oppure le persone che lo fischiano hanno una madre e un padre che hanno fallito la loro missione educativa, anzi un “genitore 1 e genitore 2”, come aggiunge poi per gettare benzina sul fuoco della polemica, pensate se il suo agire quotidiano dovesse per forza gettare un giudizio suoi suoi, di madre e padre

Poi li chiama “fischiettatori” che non hanno il diritto di esprimere la loro opinione perché sono “comunisti con il Rolex” e “devono andare a lavorare”. Va detto che detto da uno che da cinque lustri vive di denaro pubblico stipendiato come politico di professione ed ha collezionato una delle più alte percentuali di assenze dei parlamenti italiano ed europeo, non c’è male come lezione di vita.

I pochi applausi in sottofondo, e i pochissimi bravo della spiazza intuibile come semi-deserta, essendo le immagini quasi tutte frontali, devono avere fatto saltare i nervi all’uomo per il quale l’opinione altrui non va nemmeno considerata perché viene da gente comunista senza educazione.

Viste le reazioni a contestazioni ed opposizioni è evidente che il primo punto programmatico della politica di Matteo Salvini è zittire l’avversario ed impedirgli di parlare, punto che tiene evidentemente per sé, ma con sempre meno successo, se ad ogni comizio riceve più contestazioni e sempre più rapidamente gli saltano i nervi. Perché lui vuole essere adorato, mica contestato. Cosa avevate capito? All’uomo che spalpazzava i formaggi l’opposizione crea disagio.

 

(20 agosto 2020)

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