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La privatizzazione dell’Ospedale di Rapallo sul quale Toti si guarda dal twittare

di G.G. #Rapallo twitter@genovanewsgaia #Salute

 

Nell’uso pre-adolescenziale di Twitter ad uso e consumo di elettori creduloni Giovanni Toti ritiene di superare Salvini, che in quel mestiere lì è insuperabile, nel senso che le vacuità non possono essere clonate. Anche lì Toti arriva secondo.

Dei silenzi di Toti su quello che serve parla, senza parlarne, il settimanale Piazza Levante che pubblica una lettera aperta al presidente della Liguria sulla questione della privatizzazione dell’Ospedale di Rapallo redatta da Giancarlo Mordini, Presidente del Cam – Comitato Assistenza Malati del Tigullio che pubblichiamo di seguito.

 

Caro Presidente,
innanzitutto, auguro a Lei, agli Assessori e ai Consiglieri regionali appena eletti di operare bene nell’interesse di tutti i Liguri.

In democrazia governa chi ha la maggioranza dei voti e Lei ha una larga maggioranza che Le consente di governare in sicurezza per tutto il tempo del Suo mandato.
Non faccio parte di alcuna forza politica e ho sempre difeso l’equidistanza mia e del Comitato Assistenza Malati Tigullio, che ho l’onore di presiedere.
Ciò non mi esime dal criticare, quando è il caso e questo è il caso.

A poche settimane dalla Sua trionfale elezione è incespicato sull’argomento anziani, su cui si può e si deve chiudere un occhio, mentre sulla questione Ospedale privato a Rapallo non si può fare altrettanto, anzi.
La Sua Giunta è liberissima di decidere la privatizzazione sia di un piano, sia dell’intero Ospedale di Rapallo.
Ma di certo non in questo modo, non in questo tempo luttuoso e doloroso.

Il modo: a poche settimane dall’elezione non si prendono decisioni così importanti e devastanti. Non si mettono in imbarazzo i consiglieri regionali appena eletti e soprattutto non si caricano di tali responsabilità.
Che cosa diranno ai loro elettori?
Come potranno giustificarsi con gli abitanti di Rapallo così legati al loro Ospedale?
Non certo con la favoletta dell’Ospedale convenzionato, dimenticando di dire che le convenzioni vengono pagate profumatamente da tutti noi cittadini.
Non certo con l’altra favoletta che in tal modo Rapallo potrà avere un Pronto Soccorso.

Il tempo: con un’epidemia galoppante, in cui tutti siamo a rischio e in cui vi è la ricerca spasmodica di posti letto, non si decide il destino di un Ospedale, né tantomeno la sua privatizzazione.
Privatizzare un Ospedale è far morire la Sanità Pubblica, che rappresenta una delle più grandi conquiste sociali.
Il nostro Servizio Sanitario Nazionale che tutto il mondo ci invidia, che prende in carico tutti i cittadini sia ricchi sia poveri, che è conforme all’Insegnamento Cristiano, deve essere difeso e protetto anche dall’Istituzione che Lei presiede.

Signor Presidente, a che giova e a chi giova questa privatizzazione?
Non certo agli abitanti di Rapallo, i quali hanno piuttosto bisogno di un Ospedale di vicinanza e di potenziare la medicina del territorio.
Vorrei ricordarLe che il Cam Tigullio ha proposto per Rapallo un tipo di ospedale che realizzerebbe pienamente l’integrazione tra reparti di ortopedia in genere, ortopedia protesica, medicina per lungodegenti, riabilitazione, cure primarie, medicina specializzata a servizio del territorio e infine la casa della salute con i medici di famiglia, che insieme alla guardia medica costituirebbero un punto di primo intervento h24.

Questo è ciò che i cittadini del Distretto di Rapallo preferirebbero se Lei lo chiedesse.
Suvvia Presidente, metta nel cassetto questa antipatica delibera.
Come per tutti, anche per Lei il tempo potrebbe essere giusto consigliere.

Buon Lavoro.

 

Ecco cosa fa la giunta Toti mentre il webmaster sciagurato che sbaglia la battuta sui vecchietti inutili sui social, si prende le colpe: privatizza l’Ospedale di Rapallo. lo fa mentre la gente muore sotto i colpi del covid, mentre Toti delira di zone bianche dove c’è bassa incidenza del virus, mentre l’economia annaspa sotto i colpi della pandemia e delle chiusure, grazie alla maggioranza schiacciante che elettori ciechi e sordi hanno dato alla sua forza politica “Cambiamo” senza rendersi conto che più la politica si inventa denominazioni inneggianti al cambiamento più è conservatrice. E insincera.

Dunque chi ha votato Toti dandogli una maggioranza che gli consentirà di fare ciò che vuole per i prossimi cinque anni, sta già cominciando a vedere gli effetti del suo voto. Del resto non si impara mai abbastanza. nel frattempo il governatore – anzi il suo webmaster sciagurato – continuerà a postare foto e commentini sui suoi profilini pubblici. Se li godano.

 

(1 dicembre 2020)

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