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Il Sindaco che “si dispiace” perché non lo invitano al Liguria Pride…

foto: Secolo XIX TV particolare)

di Paolo M. Minciotti #Lopinione twitter@genovanewsgaia #LiguriaPride

 

Vede Signor Sindaco, c’è anche la libertà di non invitare le autorità, perché c’è sempre la libertà di scelta. Come Lei liberamente, cioè in piena libertà, ha scelto di non concedere il patrocinio al Liguria Pride ed alcuni Suoi assessori e compagnia di leghismo hanno avuto la libertà di fare commenti che potevano risparmiarsi, io – eventualmente organizzatore, e non lo sono – ho la libertà non solo di non invitarla, ma anche di sperare di non essere costretto alla Sua poco gradita presenza ad una manifestazione sulla quale troppi dalle Sue parti gettano fango gratis senza condannare invece i neofascisti che inneggiano ai Triangoli Rosa.

Si chiama democrazia Sig. Sindaco, ed anche se ad alcuni che abitano dalle Sue parti – politiche, si intenda – piace poco, è quella cosa lì. Che sottintende anche la libertà di scelta.

Poi c’è quella Sua frase “Sono il Sindaco di tutti”: politicamente corretta, ma tanto fuori luogo e soprattutto  bugiarda. Il Sindaco di tutte e tutti non lascia che alcuni suoi compagni di partito, compagni non certamente sodali, se ne escano con certe frasi e, in fin dei conti, fa anche di tutto affinché i neri fascisti non trovino il modo di piazzare striscioni dove si inneggia, in buon sostanza, a ciò che agli omosessuali è stato fatto dai nazisti, non trova?

Se Lei, Signor Sindaco, non fa almeno questo, davvero non può definirsi il Sindaco di tutti.

E poi c’è la questione delle passerelle perché tocca dire che a volte tra certi politici, e non è certo il Suo caso, e certi divi e dive del cinema c’è poca differenza: sono tutti presi dall’orgasmo di doverci essere, di farsi vedere, di essere dove c’è folla, ché tutto fa propaganda, Signor Sindaco. E anche tanta tristezza. Perché vede, Signor Sindaco, che Lei non conceda il Patrocinio al Liguria Pride e poi si incazzi perché nessuno La invita, riprendendo i partecipanti come fossero scolaretti perché non l’hanno invitata, non è soltanto un’inopportuna manifestazione di egopatia, ma anche una pessima figura politica. Se Lei ci avesse pensato, o qualcuno dei Suoi glielo avesse suggerito, se la sarebbe risparmiata.

E avrebbe risparmiato uno rottura di coglioni anche a noi Signor Sindaco, perché deve sapere che di lezioncine su come dovremmo vivere o su cosa dovremmo fare o su come dovremmo vestirci e chi dovremmo baciare, ne abbiamo fin qui Signor Sindaco.

Così che, per favore, pensi che potrebbe avere nipoti, o pronipoti, gay lesbiche o trans che rischierebbero di essere massacrati da gente come quella che ieri inneggiava ai Triangoli Rosa contro i gay e sui quali lei non ha detto “muh” impegnato com’era a prendersela con chi, a torto o a ragione, non si era preso la briga di invitarLa.

 

P.S. Normalmente alla richiesta di un Patrocino ad un Gay Pride le associazioni LGBTI hanno l’accortezza di aggiungere un invito formale alla partecipazione. Magari la cosa non era scritta bene ed è sfuggita a Lei o ai suoi collaboratori. Nella fretta, non si sa mai…

 

 


 

(16 giugno 2019)

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