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Se la battaglia politica in Giunta della Regione Liguria va in onda su La7 un po’ sconcerta

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di Giancarlo Grassi

A raccontare quello che è successo in Regione Liguria nella mattinata di oggi basterebbe la prima parte di un comunicato stampa appena ricevuto in redazione che racconta della “posizione garantista della Giunta regionale” che “trova fondamento nell’art. 27 della Costituzione e nel senso di responsabilità. Nonostante il clima creato da alcuni operatori della comunicazione pronti a una condanna mediatica preventiva – tramite linciaggio morale e politico – la Regione Liguria ha dimostrato di saper proseguire la sua attività e quella degli Enti coinvolti, senza alcuna sosta. Per molto tempo la nostra regione è stata identificata principalmente come meta turistica per i suoi tesori storici e paesaggistici, lasciando in secondo piano le potenzialità su lavoro e investimenti. La realtà oggi è ben diversa e i numeri sono evidenti: nell’ultimo triennio la Liguria ha fatto registrare una crescita record non solo nel turismo, ma anche in diversi settori chiave dello sviluppo economico del Paese in cui supera la media nazionale”.

Sono le parole, lo scrive lo stesso comunicato, del presidente ad interim della Regione Liguria, detto anche Presidente Facente Funzioni, nel corso del consiglio regionale. Su La7 però, le cose sono state raccontate in modo diverso. Sarebbe stato lo stesso Giovanni Toti, presidente eletto, ma sospeso dalle sue funzioni, a veicolare messaggi e strategie politiche: insomma a decidere. E’ strano che proprio il comunicato ufficiale della Regione Liguria parli (ma è abitudine di certa politiche che stiano di qua o di là), sottolineandolo, di un presunto “clima creato da alcuni operatori della comunicazione pronti a una condanna mediatica preventiva” quando la realtà sta nell’attenzione con la quale tutti gli operatori della comunicazione, sono bene attenti a parlare delle accuseToti e non della colpevolezza di Toti. Che nessuno si augura perché a tutti piace pensare a una politica pulita, anche in un paese dove tutto spinge a pensarla in modo contrario.

Pensiamo che l’apparizione da David Parenzo dell’Assessore Giampedrone sia stata inopportuna nelle modalità scelte per comunicare, con chiarezza e trasparenza, le modalità almeno irrituali con le quali la maggioranza ha stabilito con un presidente sospeso dalle sue funzioni, cosa fare e direi in giunta per scongiurare il pericolo che passi la mozione di sfiducia delle opposizioni. Una irritualità che riteniamo sia dannosa per  lo stesso Toti proprio perché va ritenuto, fino a sentenza definitiva, innocente. 

Del resto la stessa Renata Polverini, presente in studio ha preferito una fredda cronaca degli accadimenti e delle modalità con cui la questione Liguria si è svegliata con un presidente indagato, senza entrare nella perlomeno sconcertante chiarezza con cui si è descritta la decisione presa dietro indicazione di un presidente che rimane in carica e i cui poteri sono, fino a decisione che revochi i domiciliari, sospesi.

E’ stupore per una scelta che lascia sconcertati nei modi e nella sostanza, per quanto l’incontro fosse autorizzato dalla Procura, non desiderio di colpevolezza a tutti i costi.

 

 

(4 giugno 2024)

©gaiaitalia.com 2024 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 

 



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