“Dopo le molte manifestazioni spontanee in Italia seguite alla morte dell’attivista russo Alexei Navalny colpisce la scelta di intervento da parte della polizia di Stato che in almeno due casi diversi – a Milano e a Genova – ha scelto, attraverso l’uso di agenti della Digos in borghese, di identificare alcuni liberi cittadini“, dichiara il deputato ligure del PD Luca Pastorino. “Si trattava, da un lato, di un piccolo gruppo di persone che a Milano si è incontrato davanti al monumento ad Anna Politkovskaja, per commemorare Navalny e posare un fiore; dall’altro di una cittadina italiana, di origini russe e residente a Savona, che ha deposto un mazzo di fiori, una candela e la foto di Navalny davanti al consolato russo di Genova Nervi“.
“Questo atto di controllo, seppur lecito, desta perplessità in termini di opportunità. Per questo chiedo, nel corso del question time alla Camera dei Deputati in diretta tv domani 21 febbraio alle 15 su Rai 3, che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi chiarisca le ragioni delle azioni di identificazione valutando se siano imprescindibili o se in talune situazioni vi possa essere un grado di tollerabilità differente, nel rispetto dell’ordine pubblico ma anche della pacifica espressione di cordoglio per la morte”, conclude Pastorino.
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(20 febbraio 2024)
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