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La mostra “Amphibia” verso i diecimila visitatori

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Si avvicina a grandi passi ai 10mila visitatori la rassegna AMPHIBIA. La vita tra due mondi di rane, rospi e salamandre, mentre nelle teche si sono riprodotte con successo le magnifiche raganelle tropicali Cruziohyla craspedopus ora visibili nella fase di girino. I piccoli completeranno lo sviluppo ad aprile, per poi abbandonare l’acqua in modo definitivo e tutto il processo potrà essere seguito nel vivario al museo.

Anche i rospi del Suriname (Pipa carvalhoi) si stanno riproducendo in mostra in queste settimane. Il processo, che è unico nel mondo degli Anfibi, è spiegato in dettaglio in un video presente nel percorso espositivo.

Vista la quantità di belle immagini di rane e salamandre scattate in mostra e presenti sui social network, l’Associazione Didattica Museale, in collaborazione con i curatori della mostra Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli, ha lanciato un concorso fotografico dedicato ai visitatori di Amphibia. Per partecipare basta caricare su Instagram le immagini degli animali della mostra Amphibia, fotografati dal vivo al museo, con l’hashtag #contestamphibia.

In palio il libro Predatori del microcosmo di Emanuele Biggi e Francesco Tomasinelli oltre ai numerosi gadgets di Amphibia.

La mostra Amphibia, che rimarrà allestita al Museo G. Doria fino al 26 maggio, racconta il complesso ciclo vitale, il ruolo negli ecosistemi e i rischi per la conservazione di questi animali così speciali. Per farlo, si affida a una selezione di animali vivi presentati all’interno di grandi terrari arredati che riproducono l’ambiente naturale delle specie ospitate. Nessuno degli esemplari presenti in mostra è stato prelevato in natura, tutti sono nati in cattività da generazioni, anche per attività di ricerca e conservazione.

Tra le specie presenti, rane muschio e rane foglia, dalle incredibili livree che garantiscono un sorprendente camuffamento, oltre a raganelle in grado di sopravvivere in ambienti aridi. Una delle specie più affascinanti è la rana dardo dorata, di colore giallo accesso, l’anfibio più tossico al mondo. Alcune tribù indio della Colombia cospargono il veleno di questi animali sui dardi che usano per cacciare la selvaggina: da qui il nome comune della specie. In cattività questi anfibi mangiano semplici grilli, e quindi perdono del tutto la tossicità.

L’intera mostra è illustrata da una mostra fotografica in grande formato dei curatori Emanuele Biggi (naturalista, fotografo di conservazione e conduttore della trasmissione GEO di Rai3) e Francesco Tomasinelli (naturalista, fotogiornalista e docente universitario), autori di diverse esposizioni scientifiche sulle scienze naturali.

Tutte le info: https://www.museidigenova.it/it/amphibia.

 

(11 marzo 2024)

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