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“Più spiagge libere – winter edition”.  Sabato 16 dicembre, ore 12, presidio in Corso Italia con una rete di associazioni

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Torna in versione invernale il flash mob per chiedere più spiagge libere, e di qualità, in Liguria. L’appuntamento è per sabato 16 dicembre, alle ore 12, presso i bagni San Giuliano di corso Italia a Genova. Ad organizzare il presidio sono un gruppo di associazioni, Generazione P – che invia il comunicato stampa in redazione – Legambiente, Adiconsum Liguria/referente Conamal Liguria, La Supernova, Genova che osa, Fridays For Future – Genova, Italia Nostra, Comunità San Benedetto al Porto, The Black Bag, protagonista già di un primo flash mob sul tema, lo scorso 28 luglio a Quinto. La partecipazione è aperta a tutte e a tutti, con la sola richiesta di portare occhiali da sole e cappello.

Se l’inverno può far sembrare “fuori stagione” il tema, in realtà proprio in questi giorni si stanno prendendo decisioni importanti a livello nazionale e locale sulla fruizione delle spiagge, tra il diritto rivendicato – e spesso calpestato – di un accesso libero e le concessioni ai privati in scadenza e in attesa di rinnovo. Anche il luogo scelto per il flash mob, corso Italia a Genova, è in tema, visto che l’accessibilità alle spiagge non è garantito nemmeno in inverno, quando le attività private degli stabilimenti sono chiuse.

In Liguria i dati sono stati ricordati recentemente in Consiglio regionale: il 53% delle spiagge liguri è affidato ai privati, 21 Comuni su 63 (tra quelli dotati di un Piano di utilizzo demaniale) non rispettano la soglia minima del 40% di litorale ad uso libero e libero-attrezzato, con casi limite nel savonese, in cui le spiagge in concessione ai privati rappresentano anche l’86,91% del totale, e più in generale della Provincia di Savona in cui sono concentrati ben 15 Comuni, sui 21 totali, inadempienti per le percentuali di spiagge ad uso libero.

Oltre al discorso squisitamente numerico, gli organizzatori del flash mob, sollevano il tema della qualità e dell’accessibilità delle spiagge libere in Liguria. «Le spiagge libere sono troppo poche. E quelle che ci sono, spesso, sono fazzoletti di terra; sono alle foci dei torrenti, sono lontane dai centri e dalle stazioni dei treni. Spesso non sono nemmeno spiagge, ma scogli», spiega Micol Manca di Generazione P.

E’ per esempio il caso di Nervi, a Genova. Considerando esclusivamente le “spiagge basse” della Liguria, la percentuale di occupazione degli stabilimenti privati sale al 69,9%, lasciando alla libera fruizione poco più del 30% della costa, il dato peggiore di tutta Italia, come ha avuto già modo di sottolineare Legambiente incrociando i dati del Portale Acque del Ministero della Salute con quelli del Sistema informativo Demanio Marittimo.

Il flash mob di sabato – che sarà in concomitanza con la Seconda Conferenza Nazionale per il Mare Libero, in programma a Viareggio – vuol rimarcare, ancora una volta, il diritto sancito dalla Costituzione per ogni cittadina e cittadino di poter accedere gratuitamente al mare. Un diritto che in Liguria continua ad essere calpestato, per colpa – anche – di una pessimo lavoro politico a livello nazionale. La direttiva europea Bolkestein continua ad imporre (dal 2010…) la liberalizzazione delle concessioni, mentre il Governo ha già dichiarato di voler procedere con l’ennesima proroga delle concessioni in essere fino al 2025. Anche a livello locale, dove il tema tornerà d’attualità la prossima settimana nella discussione del Bilancio regionale, la situazione normativa non è rosea. La Legge Regionale del 1999 ha fissato la percentuale minima di spiagge libere al 40%. «Il nostro obiettivo è arrivare al 50%», dicono gli organizzatori della protesta. Il problema è che per i Comuni inadempienti non è prevista alcuna sanzione. Anzi, grazie ad una modifica alla legge del 2018, i Comuni che prevedono almeno il 30% di spiagge libere hanno il diritto di ottenere finanziamenti e interventi dalla Regione come se rispettassero la soglia – imposta dallo stesso Ente – del 40%.

Anche alcuni gruppi politici come Europa Verde, Lista Sansa e Possibile hanno già aderito all’iniziativa.

 

 

(14 dicembre 2023)

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