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A Genova dipinti dei Musei di Strada Nuova fino al 6 maggio

di Gaiaitalia.com #Genova twitter@gaaitaliacomlo #Cultura

 

 

La mostra, che resterà aperta al pubblico a Palazzo Bianco sino al 6 maggio 2018, presenta dipinti dei Musei di Strada Nuova di grande interesse, parte dei quali mai esposti in precedenza.

Tutte le opere sono state restaurate negli ultimi anni grazie a sponsorizzazioni di privati, in particolare lo Studio Legale Rubini di Milano, e alla collaborazione con importanti istituzioni museali nazionali e internazionali.

Raffinate opere di scuola italiana e fiamminga del Cinquecento, su tavola (da Correggio, Dürer, Van Cleve) e su rame (di scuola fiorentina ed emiliana), si affiancano a dipinti di scuola piemontese e lombarda come il sontuoso Carlo Francesco Nuvolone e la rara pittrice Orsola Maddalena Caccia, e a capolavori di maestri genovesi di primo Seicento e di età barocca: tra gli altri Simone Barabino, Domenico Piola, Gregorio e Lorenzo De Ferrari.

Di quest’ultimo si espone l’inedita opera su tavola raffigurante Alessandro Magno scioglie il nodo gordiano e l’autografo disegno preparatorio della figura centrale del condottiero.

Altre opere, anch’esse restaurate, sono rimaste al loro posto lungo il normale percorso di visita, sicché la mostra si prolunga anche in altre sale dei Musei di Strada Nuova: si segnalano, tra gli altri, la Susanna e i vecchioni di Veronese, già nella prestigiosa collezione del marchese del Carpio e in comodato presso i Musei di Strada Nuova, esposta nella sala dei veneti di Palazzo Bianco, e la Sacra famiglia con i santi Gerolamo, Caterina d’Alessandria e angeli di Paris Bordon, esposta nel salone al primo piano nobile di Palazzo Rosso. Sempre in Palazzo Rosso si segnalano ancora la grande tela con La cacciata dei mercanti dal tempio di Guercino e il delicato ritratto giovanile di Luisa Brignole-Sale, sorella di Maria, Duchessa di Galliera, opera di Camillo Pucci.

I quadri ancora anonimi o di recente attribuzione sono un invito agli studiosi a proporre nomi e confronti, di cui si potrà rendere conto nel catalogo scientifico che proprio per questo vedrà la pubblicazione solo a fine mostra.

Merita ricordare che, nel caso dello Studio Legale Rubini di Milano, la sponsorizzazione rinnova un impegno già manifestato tre anni fa nei confronti delle collezioni di Palazzo Rosso.

Per altre di queste opere, a lungo in deposito, si tratta invece di una vera e propria ‘restituzione’, resa possibile grazie ai contributi ricevuti da altri musei per l’attività di scambio e prestito: la rassegna di dipinti che si presenta, infatti, racconta anche delle intense relazioni che i nostri musei hanno con enti italiani e stranieri – da Roma a Los Angeles, da Londra a Mosca, da Madrid a Washington – come riportato nelle singole didascalie.




(6 dicembre 2017)

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