di Daniele Santi
“Io non ho nessuna intenzione di toccare la Legge 194”, disse Meloni in televisione con l’aria di quella che una cosa dice ed è graniticamente certa di quello che dice: risultati in rapida sequenza di tutte le sue affermazioni granitiche fino ad ora? Tre o quattro. In Liguria è iniziata la campagna antiabortista: prima con un “No” a garantire il diritto all’aborto e quindi con la proposta di aprire “sportelli pro vita negli ospedali dove si pratica l’aborto”.
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Si chiama manganellare psicologicamente le donne basandosi sul pregiudizio che una donna abortisca per puro piacere ed è francamente inaccettabile che una simile menzogna venga veicolata dal primo partito italiano, finché dura (forse sei mesi).
La questione è assai più di uno slogan. E’ il senso della proposta di Legge che Fratelli d’Italia ha depositato in Regione Liguria ed è in attesa di approdare in commissione Salute, per l’inizio dell’iter di approvazione. La legge impone sportelli “Pro vita” gestiti da associazioni di volontariato – scelte da chi? – in ogni struttura ospedaliera della Liguria all’interno della quale sia praticata l’interruzione volontaria di gravidanza.
Come si vede Meloni non toccherà la legge 194 si limiterà a rendere psicologicamente impossibile l’applicazione intervenendo direttamente sul disagio delle donne già alle prese con una scelta che mai viene presa alla leggera, nonostante i pregiudizi teocratico-integralisti del partito di Meloni.
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(29 settembre 2022)
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