In data 27 gennaio l’Ufficiale giudiziario della Corte di Appello di Genova si è presentato in Via Catalani a Sestri Ponente per effettuare uno sfratto esecutivo nei confronti di una famiglia originaria del Bangladesh. Si tratta di marito, moglie e tre minori di 5, 10 e 15 anni. L’uomo è stato occupato prima per una ditta in appalto Fincantieri e dopo aver perso il lavoro ha aperto un negozio di frutta e verdura. Con questa attività sono arrivate le difficoltà economiche e la famiglia non è più riuscita a pagare l’affitto.
Il Comune di Genova ha riconosciuto la morosità incolpevole e ha offerto alla proprietà una somma risarcitoria che è stata rifiutata e, secondo Bruno Manganaro Segretario Sunia Genova, “è inconcepibile che nonostante la mediazione del Comune e il suo coinvolgimento in solido, la proprietà neghi ogni sorta di mediazione. Cercheremo in ogni modo di impedire questo sfratto che è la conseguenza diretta dell’imbarbarimento che sta travolgendo il mondo del lavoro dove non è permesso alcun tipo di fragilità”.
Anche a seguito del presidio al quale hanno partecipato rappresentanti di Sunia, GenovaSolidale, Spi Cgil Genova e Fiom Cgil, è arrivata la notizia che lo sfratto è stato rinviato al 4 marzo che non è comunque “la soluzione che deve essere definitiva a tutela di tutti ma soprattutto dei minori coinvolti” conclude Manganaro.
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(27 gennaio 2026)
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