di Redazione Liguria
“Dalle sorti dell’entroterra dipende il futuro di tutta la Liguria. Puntavamo a estendere i finanziamenti anche alle nuove attività nei comuni fino a 5 mila abitanti, a chi le apre in un immobile di proprietà e a garantire una quota per i giovani, ma purtroppo le nostre proposte sono state respinte dalla maggioranza”
Il 73mila alla mostra Van Dyck l’Europeo
Sono stati 73mila i visitatori della mostra Van Dyck l’europeo. Il viaggio di un genio da Anversa a... →
Jan Casella, consigliere regionale di AVS e vicepresidente della Terza commissione consiliare, commenta così l’approvazione della legge regionale sull’entroterra.
“Ci siamo astenuti perché le nostre richieste di modifica, tese a migliorarlo, sono state respinte. Auspichiamo che, in futuro, siano accolte le nostre proposte di miglioramento e che il provvedimento sia esteso anche alle frazioni dei comuni maggiori, che spesso sono paragonabili a piccoli paesi. Il commercio gioca un ruolo fondamentale nella vita nei piccoli centri e va aldilà del semplice aspetto economico. Bar, negozi e ristoranti, nelle piccole comunità, sono presidio di socialità per le persone sole e per le categorie fragili. Forniscono assistenza per le incombenze quotidiane, punti di ritrovo, aiuto in caso di emergenza. Sono un elemento di sicurezza e garantiscono una sorveglianza costante in zone difficili da monitorare per le forze dell’ordine, perché distanti dai centri principali. E proprio questo servizio, pubblico a tutti gli effetti, è un valido antidoto al dramma dello spopolamento”, dichiara il consigliere regionale di AVS.
“La tutela dell’entroterra e dei piccoli comuni è cruciale sotto molti aspetti. Partiamo dal discorso idrogeologico. L’abbandono del territorio provoca frane, la scarsa manutenzione dei versanti aumenta i detriti trascinati a valle in caso di forti piogge. Tutto questo si traduce in alluvioni, sempre più devastanti, che colpiscono tutti, indistintamente. C’è poi un discorso di uguaglianza sociale: chi vive in un piccolo paese deve vedere garantiti gli stessi diritti di chi vive in città”, prosegue Jan Casella.
70 anni dalla tragedia dell’Andrea Doria. Dopo il successo dell’incontro al MEI, proseguono le celebrazioni al Galata Museo del Mare
Proseguono le iniziative dedicate al settantesimo anniversario del naufragio dell'Andrea Doria, promosse dal polo culturale del mare e... →
E conclude: “Anche l’aspetto culturale è rilevante. I piccoli paesi conservano la tradizione e la memoria. Che si tratti di cucina, di dialetto, di storia locale, di artigianato, di agricoltura, il nostro entroterra è una sorta di museo a cielo aperto, che andrebbe fatto visitare agli studenti, per capire come era la vita dei propri antenati, fino a pochi decenni fa. Non perché si vuole tornare a quel mondo, ma perché capire da dove si arriva aiuta a capire meglio dove si vuole andare”.
(22 aprile 2024)
©gaiaitalia.com 2025 – diritti riservati, riproduzione vietata
