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Salvini li butti a mare (anche loro); o della festa sovranista di Genova parte seconda

di Giancarlo Grassi #Lopinione twitter@genovanewsgaia #Sovranismi

 

L’evento era ghiotto e mediaticamente succoso ed era una fantastica opportunità per il ministro Salvini di dimostrare che in fondo qualcosa sta facendo, per il ministro Tolinelli di dimostrare al mondo che sa schiacciare i pulsanti, per il Sindaco/Commissario che c’è e per Toti di ricordare a tutti che Forza Italia vive, anche se non si sa se morirà prima, dopo o contemporaneamente a Berlusconi.

L’occasione è stata ghiottissima per un Luigi Di Maio furioso e in caduta libera e per il suo M5S dei no a tutto, e dei sì alla chiusura delle aziende, leggasi ILVA, quindicimila posti a rischio, per scagliarsi con violenza e ferocia contro i benetton gridando con la bava alla bocca che “ci vendicheremo” di coloro che hanno provocato il disastro e “toglieremo la concessione”, insomma le solite balle di sempre.

Nel frattempo quelli che il loro lavoro lo sanno fare sul serio, gli ingegneri, gli artificieri e gli addetti che hanno sistemato le cariche, i vasconi, e che hanno preparato tutto affinché tutto funzionasse perfettamente – e così è stato – facevano ciò che erano stati pagati per fare. Al contrario di Di Maio.
Nel frattempo il M5S lanciava un’altra crociata contro la RAI rea, a suo dire, di avere cancellato Di Maio dalle immagini televisive in occasione della demolizione. Perché il M5S si occupa sempre di cose serie, come i disastri che ha fatto ovunque abbia governato stanno lì a dimostrare.

Insomma la festa sovranista  è perfettamente riuscita anche dal punto di vista sovranista così che Salvini non potrà che essere felice. Così che faccia felice anche gli Italiani. Butti a mare i suoi alleati di governo – anche loro – e costruisca con chi vuole se può, se ne ha le capacità, se Berlusconi gli dà l’okay, se i vertici della Lega non lo mettono all’angolo (e la resa dei conti è molto vicina) un governo che invece di pensare soltanto alle ONG – che sono il vero nemico di Salvini e che lui combatte con ferocia fregandosene di quelli che entrano sui barconi o dalla Slovenia – faccia anche qualcosa per l’industria italiana, per gli operai italiani, per gli stipendi degli Italiani che non sono rubati dai migranti come la sua incosciente narrazioni millanta, ma sono bloccati da questo governo di incapaci.

 

 


 

(29 giugno 2019)

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