di G.G.
La sedicente autoproclamata presidentessa del Consiglio pre-elezioni – programmi nessuno, nessuno noto almeno – non è impegnata soltanto nella discussione su chi siederà sulla poltrona di presidente del Consiglio, prima ancora di averla vinta quella poltrona, ma anche nel deposito di leggi che, se approvate, butterebbero l’Italia fuori dall’UE.
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Si parla della legge che fa prevalere il diritto nazionale su quello Comunitario, che come primo effetto avrebbe quello di devastare, ad esempio, il comprensorio sassolese della piastrella che sull’esportazione di beni, anche nell’UE, ci campa. Qualcuno lo dica anche a Menani – è un pericolo, ma evidentemente se la legge venisse votata si aprirebbe un contenzioso con l’altra Corte che bloccherebbe il Paese.
Nel frattempo di programmi noti non c’è traccia, persi o nascosti tra slogan di vario genere e smentite sulla promessa a Berlusconi di una poltrona al Senato con, in più, il teatrino giornaliero di “governa chi ha un voto in più” che se si è in coalizione suona solo di presa in giro.
Del resto non è solo la mancanza di programmi a dovere essere nascosta, ma anche un fatto irrilevante come l’assoluta mancanza di una classe dirigente dentro Fdi in grado di portare avanti, realizzare, il programma che eventualmente Donna Meloni (nella foto col presidente Toti e Salvini quando erano tutto un amore) ci conceda di discutere, post-presentazione non prima, al netto di grida e slogan.
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(26 luglio 2022)
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