“La scelta della Regione Liguria di voler chiudere il consultorio di Finale Ligure è una decisione anacronistica e inaccettabile. In un momento in cui l’attenzione sull’universo femminile dovrebbe essere cruciale, non si può decidere di disinvestire su quelle strutture che garantiscono non solo assistenza, ma anche ascolto, supporto e prevenzione. Dalla contraccezione alla gravidanza, dallo screening alla menopausa, compreso il sostegno psicologico, i consultori sono presidi fondamentali sul territorio. Una chiusura che avrà ricadute anche sulle donne, che dalla sera alla mattina hanno visto la disdetta dei loro appuntamenti, mentre venivano seguite per una gravidanza, l’allattamento o la menopausa, visto che non c’è stato nessun coinvolgimento o preavviso degli operatori. Così mentre in Regione la Giunta parla di voler rafforzare i servizi territoriali e la medicina di prossimità, nei fatti dimostra che la strada che vuole intraprendere è un’altra. E questa volta a scapito delle donne. D’altronde questo è il secondo consultorio del territorio, dopo quello di Pietra Ligure, che viene chiuso dalla Regione nel giro di un anno e mezzo. Ci auguriamo che al più presto ci sia una marcia indietro e che si torni a sostenere e investire sul consultorio di Finale Ligure e ridare questo presidio importante a sostegno delle donne”.
Lo scrive il consigliere regionale e vicecapogruppo PD in Regione Liguria alla notizia della chiusura del consultorio di Finale Ligure.
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