I guasti potrebbero essere compatibili con gesti dolosi, ma non sono state trovate prove a sostegno di questa ipotesi. E’ la conclusione cui è giunta la Polfer nella sua prima relazione sul caso treni generati da “guasti anomali” di cui, noterete non si parla più – così come non si parla più delle ferrovie, così come non si parla più del Ponte sullo Stretto; prima relazione che smentisce tutta la narrazione sui presunti sabotaggi sulla linea alta velocità dei treni avanzata da Salvini (appena rieletto per acclamazione segretario della Lega, non aveva avversari).
L’ipotesi sabotaggio, ricorderete, era stata tirata in ballo dal ministro dei Trasporti (nonché ministro degli esteri e degli interni in pectore) dopo il caos treni del 14 e 15 gennaio, e subito dopo avere incolpato un chiodo.
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Secondo gli accertamenti svolti dalla Polizia ferroviaria e alla Digos, i guasti potrebbero essere compatibili con gesti dolosi, ma non sono state trovate prove a sostegno di questa ipotesi. Che quindi ipotesi resta. La relazione è stata firmata da Polizia Ferroviaria, Digos e Doit Roma (struttura manutentiva di Rfi) e andrà a completare l’indagine aperta dalla Procura di Roma sui presunti sabotaggi denunciati da Ferrovie dello Stato.
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(6 aprile 2025)
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