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Alla ricerca dei 49 milioni perduti…

di Daniele Santi #Lopinione twitter@genovanewsgaia #Maiconsalvini

 

La Guardia di Finanza ha eseguito il 10 dicembre scorso una serie di perquisizioni nell’ambito dell’indagine della procura di Genova sui 49 milioni confiscati in via definitiva alla Lega. E che la Lega ha trovato il modo di restituire in un’ottantina d’anni, che provateci voi condendola con l’atteggiamento sprezzante dell’allora ministro dell’Interno.

La perquisizioni hanno riguardato, lo scrive Repubblica, in particolare l’Associazione Maroni Presidente: la Guardia di Finanza ha poi svolto ricerche ed accertamenti anche “a Milano, Lecco e Monza, presso la
‘Boniardi Grafiche’ di Milano e la ‘Nembo srl’ di Monza (allo stato cessata), due società che hanno prestato i loro servizi per le campagne elettorali della Lega”. Indagato l’assessore all’autonomia e alla cultura della Regione Lombardia Stefano Bruno Galli. L’accusa ipotizzata è riciclaggio.

L’inchiesta genovese nasce da quella sui 49 milioni di rimborsi elettorali che la Lega avrebbe ottenuto ai danni del Parlamento tra il 2008 e il 2010, falsificando rendiconti e bilanci. I reati per Umberto Bossi (che è attualmente senatore della Repubblica)  e per il tesoriere Belsito sono prescritti dalla sentenza della Cassazione del 6 agosto che ha anche confermato la confisca dei 49 milioni.

Matteo Salvini tutta la storia importa assai poco; è infatti della scorsa estate la dichiarazione “sono anni che vanno avanti con questa storia dei 49 milioni, a me non cambia niente. Non mi cambia la vita”, ripresa anche da Wired. Ma fa male a non importargli perché se la sua difesa era quella di dire che la storiaccia dei 49 milioni era di molto antecedente alla sua elezione a segretario, oggi le cose potrebbero non essere più così e quella difesa cominciare a scricchiolare dato che movimenti di denaro sotto indagine per riciclaggio che hanno portato all’iscrizione nel registro degli indagati di Stefano Bruno Galli riguardano un’associazione nata nel 2013, la Maroni Presidente. Proprio l’anno in cui Matteo Salvini è diventato segretario della Lega. I movimenti sospetti si sono dunque svolti negli anni a seguire, proprio durante il mandato del Capitano e anche la campagna elettorale per il “sì” al referendum per l’autonomia di fine 2017 risulterebbe coinvolta”.

Nessuna reazione dall’uomo che nnon deve spiegazioni a nessuno. Chi si aspettasse una sua assunzione di responsabilità, uno suo faremo chiarezza o chiarirò la mia posizione, se lo scordi. Salvini oggi è un semidio che parla con le madonne. Meglio se slave. Che si diletta di nocciole. E che ignora cosa sia il MES come se non fosse stato dove stava.

 

 

(12 dicembre 2019)

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