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A Sestri Ponente commemorazione dei 1500 operai deportati il 15 giugno 1944

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AutoritĂ  civili e militari hanno partecipato oggi, a Sestri Ponente, alle cerimonie di commemorazione della deportazione nazifascista di 1.500 operai dalle fabbriche genovesi, avvenuta il 16 giugno 1944. Una delle pagine piĂą buie della seconda guerra mondiale di cui quest’anno ricorre l’82° anniversario, celebrato con la Santa Messa nella Basilica N.S. Assunta, la deposizione delle corone nell’atrio di Palazzo Fieschi – sede del Municipio VI Medio Ponente – e gli interventi istituzionali di Giacomo Ronzitti (presidente ILSREC, Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’EtĂ  Contemporanea); Francesco Quaglia (presidente associazione 16 giugno 1944); Sara Tassara (consigliera del Comune di Genova); Fabio Ceraudo (presidente Municipio VI Medio Ponente); Claudio Chiarotti (consigliere CittĂ  Metropolitana di Genova); Federico Bogliolo (consigliere Regione Liguria).
In chiusura l’orazione commemorativa di Ivano Bosco, segretario Generale Spi Cgil Liguria.

Presenti alle cerimonie anche il procuratore generale di Genova Enrico Zucca, rappresentanti degli enti pubblici locali, parenti dei deportati, cittadine e cittadini.

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A Genova, alle ore 14 del 16 giugno 1944, scattò una delle più devastanti rappresaglie delle forze di occupazione nazifasciste verso il mondo delle fabbriche. Reparti armati e forze fasciste circondarono la San Giorgio, la SIAC, l’Ansaldo e la Piaggio, bloccando i lavoratori che tentavano di fuggire. Armi alla mano, i nazifascisti procedettero alla selezione dei più giovani, circa 1.500 operai, per caricarli su vagoni ferroviari. Alcuni riuscirono a scappare, qualcuno morì nel tentare di farlo gettandosi dal treno, altri invece furono colpiti dai nazisti durante il tentativo di fuga. Per gli operai fatti prigionieri la meta fu inizialmente il campo di concentramento di Mauthausen, poi uno dei campi di lavoro forzato del Reich. Non tutti riuscirono a sopravvivere. I nomi delle vittime si aggiunsero al martirologio delle deportazioni che già comprendeva gli ebrei prelevati nell’autunno precedente, gli antifascisti catturati singolarmente e le vittime delle rappresaglie.

 

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(14 giugno 2026)

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