di Redazione #Genova twitter@gaiaitaliacomlo #Migranti
La Sindaca Silvia Salis riceve a Palazzo Tursi Salwa Ez-Zahiri, neo Alfiere della Repubblica, per festeggiare il suo 18° compleanno
Momenti di festa oggi pomeriggio, nell'ufficio di rappresentanza di Palazzo Tursi, dove la sindaca Silvia Salis ha accolto... →
Le persone straniere che hanno ottenuto lo status di rifugiato potranno partecipare ad un periodo di inserimento sociale di sei mesi complessivi attraverso un’attività gestita da soggetti che operano nel settore. Sarà il Comune, in attuazione di disposizioni nazionali, ad emettere un bando apposito e a verificare che le attività e il programma vengano effettivamente svolti.
Attualmente gli stranieri che ottengono lo status, e che quindi acquistano il diritto di permanenza sul territorio nazionale, hanno tre giorni di tempo per lasciare i Cas (centri di accoglienza straordinaria), ritrovandosi di fatto in una condizione di bisogno non avendo più un posto dove dormire e mangiare. Questo progetto consentirà loro, oltre che di avere vitto e alloggio per sei mesi, di fare un’esperienza formativa e lavorativa, cruciale in chiave di inserimento sociale.
Nuovo incidente sul lavoro a Genova Voltri
"Un nuovo morto sul lavoro, questa volta a Voltri nel settore metalmeccanico, si somma alla lunga scia di... →
“Oggi molti di coloro che vediamo per la strada – riconosce l’assessore alla sicurezza del Comune di Genova, Stefano Garassino – di fatto probabilmente hanno già il riconoscimento di rifugiato. Non avere un impegno e un tetto sotto cui alloggiare rappresenta un fattore di rischio poiché espone queste persone al pericolo di essere preda della delinquenza e della microcriminalità, oltre che essere un elemento che genera insicurezza in gran parte della popolazione. Come istituzione abbiamo il dovere di trovare una soluzione e progetti come questi sono uno strumento efficace per limitare il problema consentendoci anche di monitorare l’effettiva frequenza dei corsi e di responsabilizzare sia le strutture che gli ospiti e i rifugiati. Rimane ferma la nostra convinzione che chi non ottiene lo status e chi commette reati dovrà essere espulso e non godere di alcuna assistenza”.
(31 agosto 2018)
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