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Il sacrosanto diritto dei parenti delle vittime di non presentarsi all’inaugurazione del Nuovo Ponte di Genova

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di Giovanna Di Rosa #Genova twitter@genovanewsgaia #Valpolcevera

 

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Dando una lezione di dignità e pudore a questa politica svergognata che ha fatto strami del loro dolore, trasformando la tragedia del Ponte Morandi in un disgustoso show per le loro passerelle da egopati, i parenti delle vittime del crollo non parteciperanno all’inaugurazione del nuovo ponte di Genova, ora prevista per il 1° agosto, ma a rischio nuovi slittamenti.

I nostri potenti, quelli che sul crollo del Ponte Morandi c’hanno marciato – Salvini con i suoi selfie sulle macerie, il M5S con la sua orrenda sceneggiata sulla gestione delle Autostrade, l’ex ministro Toninelli, tutto il precedente governo neroLega, infine il sindaco e commissario Marco Bucci che avrebbe dovuto imporre un clima più sobrio, invece delle fanfare su 43 morti per incuria, hanno avuto una severa lezione dai parenti delle vittime, ma c’è da giurare che non ne hanno capito il senso e nemmeno le ragioni.

 

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Frecce tricolori, bande musicali, le Istituzioni con i loro tronfi rappresentanti, tutta le Lega sarà al completo perché il Nuovo Ponte di Genova, diranno loro, è il trionfo ( della pochezza, ndr) leghista che volevan addirittura la diretta Rai, pagata anche coi soldi dei parenti delle vittime, si chiama canone e lo paghi per legge, poi pare abbian cambiato idea, non per vergogna, ma per convenienza. Pensi che bel momento, lo abbiamo ricostruito in pochissimo tempo e come siam stati bravi, si dicono nelle loro povere teste questi che delle poltrone hanno fatto domicilio e della vergogna hanno fatto politica, così che devono pensarci i parenti delle vittime di un ponte crollato per speculazione avvenute prima, durante e dopo a rispondere come si deve.

Saremo onorati se nella cerimonia saranno nominati i nostri cari, che meritano un posto in prima fila – è Egle Possetti, portavoce dei familiari, a parlare – ma come comitato non parteciperemo alla cerimonia di inaugurazione, quel momento in quel luogo non può essere parte di noi”.

Persino Mattarella deve farsi sentire da questi che pensano che la politica sia un circo e la dignità umana un fazzoletto usa e getta, per chiedere una cerimonia il più possibile sobria; inascoltato anche lui, come tutti coloro, e ci sono, che n questo paese continuano a dire cose di buon senso come se fossero circondati da umani pensanti e non da robot accecati dalla propria ambizioni, sordi e vanitosi. Soprattutto inutili.

 

(26 giugno 2020)

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