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Silvia Salis, “Rixi si affida all’altissimo, ma da chi siede al MIT ci aspettiamo date e collaudi”

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“Apprendo con un certo stupore dalle dichiarazioni riportate del viceministro Edoardo Rixi che il cronoprogramma del Terzo Valico è stato ufficialmente delegato alla giurisdizione divina. Francamente non sapevamo che il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che dovrebbe controllare il completamento dell’opera, avesse cambiato vertici e fosse ora guidato dall’Altissimo”. Così, in una nota, la sindaca di Genova, Silvia Salis. “È quantomeno affascinante – prosegue la sindaca – notare come si rivendichino “notevoli accelerate” da parte di questo governo nella stesso identico momento in cui si alzano le mani, ammettendo di non avere la minima idea di quando i cittadini potranno effettivamente usare un’infrastruttura pagata coi loro soldi”.

Salis sottolinea che “tredici miliardi di euro di fondi pubblici, quasi il doppio rispetto a quanto preventivato, meriterebbero forse qualche certezza in più e qualche battuta in meno. Genova aspetta il Terzo Valico da decenni per uscire dall’isolamento. E sappiamo da altrettanto tempo che l’opera da sola non basterà finché non verranno sistemati anche i nodi ferroviari lombardi. Ai miracoli, se crediamo, ci pensiamo in un’altra sede; da chi siede al ministero ci aspettiamo delle date, dei collaudi e dei treni che partono”.

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Sulla questione interviene anche il consigliere regionale D’Angelo (PD) secondo il quale “le parole pronunciate oggi dal viceministro Rixi sul Terzo Valico sono sconcertanti”, dichiara Simone D’Angelo, consigliere regionale del Partito Democratico in Liguria, commentando le parole del viceministro Edoardo Rixi sulle incertezze relative alle tempistiche del Terzo Valico. Di fronte a un’opera che accumula oltre 15 anni di ritardi e il cui costo è esploso da 7 a 13 miliardi di euro, sentire il viceministro Rixi liquidare la domanda sull’avvio del traffico passeggeri con un “lo sa solo il Signore” è uno schiaffo ai cittadini e una dimostrazione di totale mancanza di rispetto. I liguri non hanno bisogno di battutine. Hanno bisogno di risposte. Vogliono date precise. Vogliono sapere quando un’infrastruttura pagata con soldi pubblici entrerà finalmente in funzione”, aggiunge.

“Se il viceministro” chiude D’Angelo “vuole fare cabaret, lasci il ministero e salga sul palco di Zelig. Se invece intende continuare a ricoprire un incarico istituzionale, smetta di nascondersi dietro frasi ridicole e dica chiaramente ai cittadini quando partiranno i treni e quali sono i tempi reali dell’opera. Di fronte al disastro delle infrastrutture liguri Rixi, Salvini e Bucci diano risposte e si assumano responsabilità. I liguri aspettano treni e infrastrutture, non battute da cabaret”, conclude.

 

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(13 giugno 2026)

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