di Daniele Santi

“Sono un uomo di mare, ma sono salito anche sei volte sul Monte Bianco e vado anche in barca a vela” è il succo del lungo monologo offerto, grazie a Rai Uno, dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci che riesce a mescolare mare, Monte Bianco, alpini e la sua barca a vela per parlare di un evento “fortemente voluto” e, in ultima analisi, di se stesso. La lunga parata la cui durata è prevista fino alle 18.30, è – per questo quotidiano – totalmente inutile se non dal punto di vista di una politica nostalgica e alla canna del gas che non perde occasione per farsi pubblicitĂ .
Poi l’ammiraglia di Telemeloni, bontĂ loro, si ricorda di Silvia Salis e il cronista inizia l’intervista sottolineando che Salis è sindaca solo da giugno 2025, come se le scadenze elettorali fossero una colpa, e formula le domande attento a che non troppo si soffermino su Salis-sindaca. Lei dĂ lezione di stile e dopo che Bucci ha parlato, in soldoni, solo di sĂ©, ringrazia tutti: Comune, maestranze, chi lavora, chi partecipa, la cittĂ , parla dell’entusiasmo di Genova in questa giornata. Ma il tempo è poco. Lo si è usato tutto con Bucci.
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Segue propaganda e trionfo di anzianismo e la conferma che che l’Italia è sempre piĂą una Rsa a cielo aperto. Di giovani non c’è traccia. Non nella cronaca domenicale dell’ammiraglia di Telemeloni ad uso propaganda-Crosetto. In sottofondo una pletora di “Hip Hip HurrĂ ”. Poi la perla della telecronaca che arriva da un eccessivamente entusiasta cronista che riesce a dire: “Le cornamuse stanno suonando per noi”… E noi a pensare che fossero parte della sfilata e avrebbero suonato comunque. Come siamo ingenui. Poi arriva la domanda sulla naja [sic] all’ottuagenario di turno che ci parla dei suoi ricordi come se fossero fondamentale. PerchĂ© di questo ha bisogno un paese: di parlare di ciò che non esiste piĂą (la naja) per non parlare di armi gestite dell’intelligenza artificiale che le porta direttamente dentro la tua camera da letto, se lo ritiene necessario.
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(10 maggio 2026)
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