Filippo Turetta, accusato dell’omicidio di Giulia Cecchettin, uccisa a coltellate e poi gettata in un burrone, il cui corpo è stato ritrovato in un canalone vicino al lago di Barcis (Pordenone), poco prima delle 12 del 18 novembre, è stato arrestato in Germania ancora al volante della Fiat Punto nera, avvistata l’ultima volta in Austria sette giorni fa, a Lienz e in Carinzia.
Solo pochi giorni fa il padre del giovane commentava “Non le ha mai torto un capello”. Ogni altro commento su questa orribile vicenda è superfluo. La politica e li istituzioni si muovano a varare misure educative contro questo maschile ammalato che scambia l’amore per possesso ed è accecato dall’odio e, come se non bastasse, giustifica e protegge se stesso ed ogni nefasto comportamento che dalla sua ipocrisia maligna deriva.
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