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Caruggi, Genova, Silvia Salis e i soliti irricevibili e insostenibili mugugni

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di P.M.M.

Il giorno successivo alla vittoria elettorale di Virginia Raggi, mai troppo criticata per le sue pessime qualità politiche, mi trovavo in metropolitana a Roma per recarmi in Campidoglio. Presa la 64 a Termini, centrata la 64 verso piazza Venezia la prima delle troppe buche di via Nazionale, venni investito da una lunga serie di insulti e di maledizioni e bestemmie diretti contro la Sindaca votata il giorno prima e risultata vincitrice con un mezzo plebiscito, a dimostrazione che il popolino la vita se la rovina da solo: la Sindaca non si era nemmeno insediata.

Sia scritto per la cronaca, non essendosi insediata non aveva compiuto nemmeno una delle tristissime azioni che caratterizzarono l’infausto mandato. Quindi delle buche di Roma non aveva colpa. Almeno fino a quel momento.

Era il 2016 e anche allora, e sembrano passati eoni, l’azione e il giudizio di pancia e la propria rovina andavano di pari passo.

Pochi giorni dopo il suo insediamento Silvia Salis ha deciso per il riconoscimento dei figli delle famiglie dello stesso sesso, non per decisione improvvida, ma in conseguenza di una sentenza della Corte Costituzionale che andava proprio in quella direzione. Il reel che abbiamo postato su Instragram ha totalizzato la piĂą terrificante mole di insulti che abbiamo mai visto: tutti di profili maschili, anonimi, privati, che alla nostra richiesta di accedere ci bloccavano. Abbiamo fatto lo stesso.

L’accusa rivolta a Salis? Non occuparsi dei delinquentelli dei Caruggi (parola scritta rigorosamente sbagliata e trasformata in Carrugi, perchĂ© il genio del demente da Instagram non ha limiti – e non avendo limiti  nemmeno la nostra compassione abbozziamo una spiegazione possibile dettata dal passaggio dal dialetto all’italiano, o forse dalla trascrizione da parte di non liguri, così che la doppia “g” potrebbe essere stata erroneamente percepita o riprodotta come una singola “g”, perdendo quella sonoritĂ  rafforzata tipica del dialetto. Un’ipotesi. Speriamo preso suffragata da qualche fine linguista con licenza elementare. Via Instagram, of course).

Torniamo a essere seri. Silvia Salis è vittima di quel furore da voto di pancia che il patriarcato rappresentato da Bucci e Piciocchi e da tutta la becera destra che non ha capito che con la politica si costruisce un passo per volta e non con cento grida tutte insieme – cosa che la presidente del Consiglio ha capito benissimo (tant’è vero che loro gridano e lei tace e guadagna voti. Li guadagna lei, mica il becerume che la circonda).

E’ vittima di quei maschi, e di quelle uome, che odiano le donne di successo come quello che sempre su quel social, imprecava contro una che è stata una mezza atleta e non può che essere una mezza Sindaca (Salis ha vinto 10 Titoli Italiani Assoluti, in totale 22 titoli italiani considerando anche categorie giovanili e universitarie, ha partecipato a due olimpiadi, è stata ottava ai Mondiali di Dagu, sesta agli europei di Barcellona 2010, ha vinto i giochi del Mediterraneo nel 2009, ed è stata terza nel 2013. Proprio una mezza atleta…).

E viene voglia di parlare d’onestĂ  con una esperienza personale: questo quotidiano ha fondato da un paio d’anni un’APS creata appositamente per partecipare a un Bando Caruggi del Comune di Genova, bando regolarmente vinto, al quale abbiamo dovuto rinunciare perchĂ© nonostante la firma di un contratto regolarmente depositato, non ci sono stati consegnati in tempo i locali. Le motivazioni? Mai rese note, se non inconsistenti, fumose e con corredo d’avvocati. Faccenda risolta pacificamente, peraltro, ma stupisce che in una simile cittĂ , con simili vizi d’abitudine, si facciamo le pulci a una sindaca a due settimane dall’insediamento dopo nove anni di giunta finita come sappiamo a seguita di una giunta regionale finita come sappiamo dalla cui comunicazione è sparito d’ufficio il patteggiamento di Toti, ora ai lavori socialmente utili.

Eccola questa italietta da due palanche, divorata dall’invidia sociale, e dall’incapacitĂ  di uscire da quell’invidi,a impegnata com’è a rincorrere chi grida piĂą forte per dargli il voto nelle urne, sperando che come novello messia risolva i problemi.

Siamo alla moltiplicazione dei fiaschi. Toglieteglieli. A tutti.

 

 

(8 luglio 2025)

©gaiaitalia.com 2025 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 





 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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