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Genova, la storiella “à la page” del consigliere leghista a passeggio con cane e baguette. E della multa che ne conseguì

foto: ANSA/LUCA ZENNARO

di Giovanna Di Rosa #Genova twitter@genovanewsgaia #Liguria

 

“Volevo controllare corso Italia”, questo ha detto agli agenti, racconta Repubblica, il consigliere leghista (con delega al controllo di Corso Italia, Sindaco Bucci? Per favore ci renda edotti) pizzicato dalla municipale mentre passeggiava in quella meraviglia che è Genova per “controllare corso italia” of course, senza il controllo del quale Consigliere forse non esisterebbe così come lo conosciamo. Il Consigliere leghista ha la delega al controllo di Corso Italia, Sindaco Bucci? Per favore ci renda edotti, perché ci risulta una delega agli Affari Legali, che magari son la stessa cosa. Sa, noi siamo ignoranti…

L’episodio contestato dalla Municipale, con multa di 280 euro al seguito, è accaduto domenica scorsa quando il consigliere leghista, Avv. Federico Bertorello camminava per corso Italia con cane al seguito e baguette – nello zaino, non sottobraccio, perché siam leghisti mica francesi, camminata normale ed innocua in tempi di tranquillità, ma non di pandemia essendo essa sospesa dai vari decreti emanati per la protezione della gente, decreti che riguardano tutti i cittadini. Anche i consiglieri, anche i leghisti, anche questa scrivente (che non si muove di casa dal 3 marzo).

Donc il consigliere leghista Bertorello passeggiava in corso Italia “lato mare”, zona proibita dall’ordinanza comunale del Sindaco Bucci, quando è stato fermato dagli agenti ai quali ha spiegato perché si trovava lì. Ed ora lasciamo il racconto a Repubblica.

(…) ha tirato fuori il tesserino e si è qualificato. “Sono un consigliere del Comune, sto controllando che non ci siano assembramenti per poi fare una segnalazione”.
Niente da fare, i due agenti sono stati inflessibili. Giustificazione bocciata e multa: 280 euro. E così, l’avvocato è diventato il primo politico della giunta a finire per così dire nei guai per non aver rispettato uno dei tanti divieti ai tempi del coronavirus.
I vigili non si sono fatti convincere. Hanno pensato che se avesse avuto una delega alla protezione civile avrebbe avuto un senso fare dei controlli, ma che c’entra essere delegato agli affari legali? “È un mio dovere, anzi un mio diritto, sono un pubblico ufficiale ed ero nell’adempimento delle mie funzioni. Pochi giorni fa in viale Gambaro ho segnalato ai vigili due ragazzi che fumavano spinelli”, ricorda Bertorello, che proprio pochi mesi fa era stato uno dei promotori dei controlli a Quarto alta per le corse clandestine notturne. Un errore così grossolano, però, proprio lui non lo doveva commettere.
“I vigili mi hanno contestato, anche con un modo piuttosto sgarbato, che mi trovavo sul lato mare di corso Italia, dove era vietato passeggiare dall’ordinanza. Ammetto che non lo sapevo, non ero stato informato”. Il principio secondo cui la legge non ammette ignoranza, dovrebbe lui conoscerlo bene e poco importa se stava svolgendo il suo mandato. “Pagherò la multa, poi avvierò un’azione legale nei confronti dei due agenti…”

Ecco.

 

(4 aprile 2020)

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