Inizia a prendere forma il programma della ventiquattresima edizione del Festival della Scienza, manifestazione leader internazionale tra gli eventi di diffusione della cultura scientifica in programma a Genova da giovedì 22 ottobre a domenica 1° novembre 2026 nel segno della parola chiave Prospettive. Per undici giorni il capoluogo ligure aprirà le porte di decine di sedi culturali per ospitare un programma come sempre ricco di conferenze, mostre, laboratori, spettacoli e altri eventi, per un totale di circa 250 eventi frutto della collaborazione di oltre 300 tra enti di ricerca, università, associazioni, aziende ed editori.
Con oltre 200mila presenze e 25mila studenti registrati nella scorsa edizione, il Festival della Scienza rappresenta un appuntamento centrale non solo per la comunità scientifica, ma anche per la proposta culturale della città di Genova e per l’intero panorama europeo degli eventi di divulgazione scientifica. «Anche nel 2026 daremo un ampio spazio di approfondimento ai principali temi della ricerca scientifica e tecnologica – racconta Domenico Coviello, presidente dell’Associazione Festival della Scienza – come la sostenibilità e l’energia, l’ambiente e il mare, lo spazio con il ritorno sulla luna, il cosmo e la fisica delle particelle, la salute, arte e società e il contributo della genomica nella sanità pubblica».
70 anni dalla tragedia dell’Andrea Doria. Dopo il successo dell’incontro al MEI, proseguono le celebrazioni al Galata Museo del Mare
Proseguono le iniziative dedicate al settantesimo anniversario del naufragio dell'Andrea Doria, promosse dal polo culturale del mare e... →
Conferenze di alto profilo scientifico, mostre interattive, laboratori, spettacoli ed eventi speciali coinvolgeranno attivamente il pubblico, offrendo esperienze di apprendimento basate sul dialogo e sulla partecipazione. «Inoltre – prosegue Coviello – abbiamo ampliato ulteriormente gli eventi dedicati a bambine e bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, introdotto un nuovo format di giochi da tavolo scientifici dal titolo Game Night e organizzato, in collaborazione con il Comune di Genova, un ciclo di incontri sulle trasformazioni urbane del capoluogo ligure e sulle possibilità offerte da tecnologia e scienza per migliorarne la vivibilità. A settembre sveleremo il programma completo di un’edizione sempre più di calibro internazionale e sempre più attrattiva per genovesi e turisti di ogni età».
I primi protagonisti
Ad aprire l’edizione 2026 del Festival della Scienza Barbara Mazzolai, direttrice del laboratorio di Bioinspired Soft Robotics e Associate Director per la Robotica dell’Istituto Italiano di Tecnologia, che terrà un’affascinante lectio magistralis sui robot bioispirati. Sempre nella giornata inaugurale, Emilio Cozzi, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Europea, condurrà il pubblico nella nuova stagione dell’esplorazione spaziale che segnerà il ritono dell’umanità sulla Luna.
Sempre nei primi giorni di programmazione, il premio Nobel per la Fisica 2015 Arthur McDonald terrà una lectio magistralis sui pionieristici esperimenti che lo hanno portato a stabilire che i neutrini hanno una massa. Nel corso del primo weekend in programma anche uno spettacolo, fra scienza e musica, sulla semplice complessità del cosmo e delle sinfonie musicali con Fabiola Gianotti, fisica che ha diretto il Cern di Ginevra per dieci anni, insieme al maestro Ruben Jais e all’ensemble strumentale laBarocca. Tra gli ospiti del Festival della Scienza 2026 anche Sir John Burn, genetista di fama internazionale dell’Università di Newcastle, nominato baronetto dalla regina Elisabetta per il suo contributo sulle nuove frontiere della genomica e della rivoluzione in corso nella medicina moderna nella prevenzione delle malattie rare e dei tumori ereditari. A spiegare invece come i recenti progressi nelle neuroscienze mostrino come i tumori non agiscano in isolamento, ma comunichino attivamente con il sistema nervoso plasmando la progressione della malattia, i sintomi e le risposte terapeutiche, sono Frank Winkler, neuro-oncologo e docente dell’Università di Heidelberg e del German Cancer Research Center, vincitore del Brain Prize 2025, il riconoscimento più prestigioso nel campo delle neuroscienze, e del German Cancer Award nel 2022, ed Eva Winkler, specialista in ematologia oncologica dell’Università di Heidelberg.
La Sindaca Salis riceve in Comune il coordinamento comitati del Ponente
Venerdì 17 luglio la sindaca di Genova, Silvia Salis, insieme al vicesindaco, Alessandro Terrile, ha ricevuto in Comune... →
Tra i relatori della ventiquattresima edizione anche il premio Balzan Christophe Salomon che, insieme al fisico ed ex presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche Massimo Inguscio, parlerà dell’applicazione degli atomi ultra-freddi alla creazione di orologi atomici che hanno rivoluzionato la misurazione del tempo. Sull’interpretazione dei dati deboli, incompleti o ambigui in antropologia forense, nel giornalismo d’inchiesta e nell’informatica forense si soffermeranno invece Cristina Cattaneo, medico legale e direttrice del Labanof, il giornalista del Post e autore del podcast “Indagini” Stefano Nazzi e il professore dell’Università di Genova e consulente in informatica forense Mattia Epifani. Infine, tra i ritorni di questa edizione del Festival della Scienza si segnala la partecipazione dell’evoluzionista e filosofo della scienza Telmo Pievani e del matematico, accademico pluripremiato e fondatore del Mox del Politecnico di Milano Alfio Quarteroni.
Le novità della 24ª edizione, tra anteprime, mostre e laboratori
Sempre ricco sarà il calendario di mostre e laboratori che, come di consueto, andranno ad animare decine di luoghi culturali in tutta la città. Tra i percorsi espositivi, il Consiglio Nazionale delle Ricerche propone Antartide, il continente bianco, mostra interattiva del PNRA, realizzata in collaborazione con la Commissione Scientifica Nazionale per l’Antartide, il Museo Nazionale dell’Antartide, ENEA e OGS, che intreccia scienza, tecnologia e avventura umana con l’obiettivo di svelare i segreti di un ecosistema cruciale per comprendere gli equilibri climatici del pianeta.
Quest’anno Palazzo della Borsa sarà dedicato alla percezione visiva e uditiva, esplorata anche attraverso le più recenti tecnologie di bioimmagini e sensoristica. In questo contesto, l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare porta al Festival Ascoltare l’invisibile, laboratorio multisensoriale in cui tatto, udito e vista guideranno il pubblico alla scoperta delle onde gravitazionali. Le celebri “increspature dello spaziotempo”, teorizzate da Albert Einstein un secolo fa e rivelate solo di recente, verranno qui tradotte in stimoli sensoriali per renderle intuitive a tutte e tutti.
L’Istituto Italiano di Tecnologia presenta invece Oltre ciò che vediamo, un viaggio immersivo nei meccanismi biologici con cui si percepisce il mondo, che illustra come la convergenza tra scienza e tecnologia riesca a rendere accessibili e visibili fenomeni biofisici altrimenti invisibili all’occhio umano.
L’astronomia incontra gli algoritmi predittivi nel laboratorio Galaxy Lab dell’Istituto Nazionale di Astrofisica, che mostrerà come si fa a classificare le galassie, con l’aiuto dell’intelligenza artificiale ma non solo. Spazio anche alla geofisica con Earthquake Escape Room dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia: un’esperienza interattiva per ripercorrere alcuni grandi terremoti della storia italiana, focalizzandosi su come lo studio storico della sismicità abbia permesso di affinare i sistemi di monitoraggio e le moderne strategie di mitigazione del rischio sismico. La fisica sarà la protagonista di Onda o particella?, il laboratorio del Centro Ricerche Enrico Fermi che condurrà alla scoperta della doppia natura della luce che, a seconda delle situazioni, si comporta come una particella o come un’onda. L’Università degli Studi di Genova, invece, con il laboratorio interattivo La Fabbrica del Volo farà sperimentare direttamente i principi della fluidodinamica, rispondendo a molte domande, tra cui come un aereo possa generare la portanza necessaria a volare.
Tra le novità di quest’anno spicca il potenziamento dell’offerta didattica per la scuola primaria (6-10 anni), con una fitta programmazione di laboratori ospitati alla Biblioteca E. De Amicis al Porto Antico e nella Sala del Munizioniere di Palazzo Ducale. Tra questi, il laboratorio del CNR Robot ed emozioni utilizzerà la robotica educativa e i comportamenti del robot Thymio per guidare i più piccoli nella scoperta e nella comprensione delle proprie emozioni. Un altro inedito è l’iniziativa La città in prospettiva, realizzato nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi in collaborazione con il Comune di Genova nell’anno delle Trasformazioni Urbane. Sei incontri focalizzati sulla città, sulle sue trasformazioni, sulle sue criticità e sulle possibilità offerte da tecnologia e scienza per migliorarne la vivibilità. Infine, debutta nel 2026 l’iniziativa Game Night. Per due serate, gli spazi del Genova Blue District si trasformeranno in una grande sala da gioco dove il pubblico potrà sperimentare come i giochi da tavolo di carattere scientifico rappresentino un importante strumento di apprendimento e di aggregazione sociale.
La parola chiave è “Prospettive”
La parola chiave scelta per quest’anno è Prospettive: “Si tratta di un invito a guardare oltre – osserva Carlo Ferdeghini, presidente del Consiglio Scientifico e responsabile del programma dell’edizione 2026 – a cambiare punto di vista e a scoprire nuove direzioni del pensiero. In sintesi, ciò che dà profondità al mondo. Parlare di prospettive significa esplorare il futuro, immaginare scenari possibili, interrogarsi su come la ricerca possa orientare il domani e comprendere la complessità che ci circonda. Il Festival della Scienza 2026 diventa così un luogo di incontro tra sguardi diversi, un invito a condividere idee e visioni per costruire insieme nuovi orizzonti di conoscenza“.
E proprio allo sguardo richiama l’immagine scelta per questa edizione, realizzata da Gaetano Cassini di “studiofluo”. Un’immagine pop, divertente e diretta: due sfere, due bulbi oculari ridotti alla loro forma più essenziale, a suggerire il concetto di Prospettive in modo immediato e universale, come un esercizio dello sguardo. Forme semplici, quasi infantili, che si trasformano in osservatori silenziosi come due presenze distinte, con uno sguardo laterale, curioso, non omologato, leggermente fuori asse. In questo modo richiamano il cambiamento che nasce dalla possibilità di guardare diversamente, ricordando che ogni fenomeno può essere interpretato attraverso molteplici punti di vista.
“Proprio come questi sguardi, curiosi e rivolti in direzioni differenti, anche la ricerca – conclude Ferdeghini – nasce dalla capacità di osservare oltre l’apparenza e di immaginare ciò che ancora non vediamo“.
(20 luglio 2026)
©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata
