“Il supporto politico più che istituzionale tra l’amministrazione Imperiese a guida Scajola e quella regionale di Bucci ha partorito un via libera, con una serie di prescrizioni ambientali curiosamente da attuare a posteriori della realizzazione delle opere, al progetto di notevole intervento sul tratto costiero di borgo Marina proposto dai balneari della zona. Un progetto che prevede consistenti opere con la creazione di un nuovo molo con anche un prolungamento sommerso e attracchi per natanti. In uno dei luoghi più apprezzati per l’esercizio del surf e delicati da un punto ambientale, dove si è verificata la posa e la schiusa delle uova di una tartaruga caretta-caretta, le esigenze legate allo sfruttamento commerciale della costa sembrano prevalere su quelle di tutela della qualità ambientale e della fruizione dell’ambiente marino”.
Così Lucio Sardi, consigliere comunale di AVS a Imperia, commenta l’assenso della Regione al progetto per il nuovo water-front di Porto Maurizio.
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“Ai fautori e difensori della privatizzazione della costa balneabile, non basta gridare allo scandalo quando un sindaco prova a far rispettare i rapporti previsti dalla legge tra le spiagge libere e gli stabilimenti balneari a pagamento: ritengono anche di non intralciare opere più dettate da interessi economici e funzionali a giustificare la recente frettolosa assegnazione delle concessioni demaniali del comune di Imperia contro cui l’autorità nazionale della concorrenza ha fatto ricorso al Tar (ora pendente in appello al Consiglio di Stato) per il mancato rispetto delle condizioni di mercato previste per garantire l’accesso a tutti al bando”, attacca Lucio Sardi.
“Purtroppo si confermano le nostre preoccupazioni. Manca una visione complessiva del fronte mare, una valutazione oggettiva delle strutture esistenti e un esame unitario degli aspetti che potrebbero essere condizionati dalle opere litoranee. Proprio per questi motivi, avevamo presentato un’interrogazione in Regione sul progetto. L’amministrazione regionale ha una visione sbagliata dello sviluppo costiero, basata esclusivamente sugli interessi commerciali, senza tenere in considerazione l’ambiente, le attività esistenti e le necessità degli imperiesi”, sottolinea Selena Candia, capogruppo regionale di AVS.
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(18 febbraio 2026)
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