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Aggressione a Francesca Ghio in Consiglio comunale. La destra urla, minaccia e abbandona l’aula durante il suo intervento

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di Redazione Genova

“Il centrodestra cittadino, uscendo dall’Aula Rossa e facendo sospendere il Consiglio comunale, ha dimostrato ancora una volta di non tollerare la verità e di avere una concezione parziale e distorta della nostra storia e delle radici antifasciste su cui si fonda la Costituzione. Abbandonare i lavori del Consiglio in modo così strumentale è un atto irresponsabile nei confronti di tutta la cittadinanza”.

“Nel mio intervento sull’ordine del giorno presentato dalla Lega, che chiedeva il ripristino della targa in memoria di Norma Cossetto, non intendevo certo giustificarne l’assassinio o l’orrore che ha dovuto subire, come invece strumentalmente affermato dai consiglieri di minoranza, ma semplicemente ricordare un dato storico: Norma Cossetto era iscritta al Guf, i gruppi universitari fascisti. Una realtà storica, scomoda forse, ma innegabile, che qualcuno evidentemente non riesce ancora ad accettare”.

“La minoranza parla di abbassare i toni, ma in verità non fa altro che alzarli in modo violento: dopo avere interrotto il mio intervento e gettato l’aula nel caos, costringendo il presidente Villa a sospendere la seduta, alcuni consiglieri di destra, tra cui Avvenente, Piciocchi, Pellerano e Falcone mi hanno circondata urlandomi in faccia frasi irripetibili arrivando anche a minacciare di “farmela pagare”. Ringrazio la Sindaca Salis e tutti i consiglieri di maggioranza per la dichiarazioni di solidarietà”.

Tra queste anche quella del consigliere comunali di Avs Massimo Romeo “È vergognoso ciò che è accaduto. Sono addirittura dovuto intervenire fisicamente per schermare la collega dall’aggressione dei consiglieri di minoranza, che è stata verbalmente minacciata. Da questa destra ascoltiamo parole di moralità, ma poi ecco che si palesa in questi termini” e quelle del consigliere Lorenzo Garzarelli che ha chiesto un gesto di maturità e distensione alla minoranza: “Ribadisco la solidarietà alla nostra capogruppo e confermo tutte le frasi ingiuriose che le sono state rivolte da quei consiglieri. Falcone l’ha addirittura derisa perché nella scorsa legislatura allattava la sua bambina in aula. Un livello davvero infimo che non riesco a comprendere come possa essere tollerato in un’istituzione come questa. Chiedo con fermezza che i consiglieri coinvolti in questo deplorevole episodio si scusino ufficialmente e che i partiti della minoranza si dissocino convintamente da quanto di vergognoso accaduto oggi”

“Se mi avessero lasciata finire – ha concluso Francesca Ghio – avrebbero compreso che tutti noi siamo contro gli atti di vandalismo e contro ogni forma di violenza. Ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e preferisce strumentalizzare qualsiasi parola per fini di parte. Una cosa, però, deve essere chiara: noi la morale da questa destra non la accettiamo. Una destra che in questa città ha avuto l’ardire di dedicare una statua a Giorgio Parodi, dichiarato fascista, o di indossare la fascia tricolore alle commemorazioni dei repubblichini di Salò. Genova è medaglia d’oro alla Resistenza, e noi non ci faremo intimidire da certi metodi né da certi attacchi”.

Così chiude la nota stampa di Francesca Ghio, Capogruppo – Gruppo Consiliare AVS al Comune di Genova, inviata in redazione.

 

 

(7 ottobre 2025)

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