Toti rimane ai domiciliari. La pronuncia del tribunale del Riesame di Genova, dalla quale dipendeva il prossimo futuro di Giovanni Toti e l’evoluzione della sua vicenda giudiziaria, ha dato parere negativo alla richiesta di revoca dei domiciliari. Il presidente della Regione Liguria, resta dunque in stato di detenzione nella sua casa di Ameglia (La Spezia).
Secondo i giudici del tribunale del Riesame citati dal Corriere hanno definito “irrilevante il lungo interrogatorio al quale Toti è stato sottoposto dopo gli arresti domiciliari da parte della procura di Genova“, sostenendo che “le ipotesi di corruzione sono «sorrette da gravi indizi che questi (Toti ndr) non ha inteso contestare» e non riguardano «un illecito di natura veniale ove rapportate alle pubbliche funzioni di natura elettiva dal medesimo ricoperte, ma integrano un vulnus tra i più gravi che possano essere inferti al buon andamento dell’azione amministrativa, allo stesso rispetto della volontà popolare” e ai “diritti dei terzi”.
Secondo i giudici Giovanni Toti «si è mosso come un amministratore di una società privata e non come la figura ideale di un pubblico amministratore che ha voluto delineare nella memoria difensiva. Non era lui a delineare i propri piani e a discuterli, mediando tra i vari operatori del settore, ma Aldo Spinelli (anche lui ai domiciliari). L’imprenditore discuteva i propri piani di impresa con il presidente della Regione, mentre questi gli sollecitava finanziamenti per il proprio movimento politico».
Gli avvocati del presidente della Regione Liguria hanno annunciato “ricorso in Cassazione”.
(11 luglio 2024)
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