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Il Teatro dei Borgia torna ospite del Teatro Nazionale di Genova a 100 anni dal delitto Matteotti

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“Il problema principale che deve affrontare uno storico è catturare l’irrazionale attraverso l’esercizio della mente razionale. Ciò diventa più facile quando l’irrazionale viene reso concreto attraverso la propria struttura ideologica.”

George L. Mosse

Un filo rosso di temi e contenuti connessi al reale – o ai temi contingenti alla storia e al ragionamento sulla memoria storica e politica, da tenere viva e presente – lega alcuni titoli di questa stagione 2025 \ 26: una sorta di “teatro documentario o di inchiesta” che va dal lavoro di Stefano Massini su Trump all’Autoritratto di Davide Enia, dai Kepler 452 che arriveranno a metà marzo al teatro dei Borgia che torna a Genova, da martedì 10 a giovedì 12 febbraio sul palcoscenico del teatro Eleonora Duse dopo la felice esperienza del loro Giacomo, dedicato a Giacomo Matteotti, nella primavera 2024.

Teatro dei Borgia presenta un’opera scenica che esplora le radici profonde dell’identità nazionale e le dinamiche che, tra il 1915 e il 1925, hanno contribuito alla nascita e all’affermazione del fascismo in Italia. Un viaggio teatrale che non ricostruisce la storia, ma la riattiva attraverso l’immaginario, il corpo e la voce degli attori, trasformando documenti e testimonianze in materia viva.

Dal 2019 Elena Cotugno e Gianpiero Borgia lavorano su questo periodo storico – gli anni che precedono il fascismo e i primi anni della sua affermazione – con l’obiettivo di indagare la crisi della democrazia e l’avvento dei totalitarismi. Da questa ricerca è nato, nel 2022, Giacomo. Un intervento d’arte drammatica in ambito politico, e un successivo approfondimento del rapporto tra la figura di Giacomo Matteotti e Benito Mussolini, condotto in collaborazione con il Polo del ‘900 di Torino.

Una precisa traiettoria artistica che oggi risuona con inquietante attualità, alla luce del degrado democratico in Europa e negli Stati Uniti e dell’emergere di figure politiche che assumono i dittatori del passato come modelli.

Tratto dall’Inconscio degli Italiani è un’esperienza teatrale che interroga la memoria, la politica e l’identità, restituendo allo spettatore un’immagine complessa e stratificata dell’Italia di ieri e di oggi: è un lavoro sull’Italia Pinocchia, sull’italiano, sull’uomo occidentale, su Lucignolo e il Grillo Parlante, su Caino e Abele, su Jekyll e Hyde, su Mussolini e Matteotti. È divertente e per questo inquietante.” (Elena Cotugno)

In scena Elena Cotugno e Giovanni Guardiano, affiancati da Saverio Bari, Raffaele Braia, Davide Cherstich, Marco De Francesca e Riccardo Palmieri si passano il testimone della parola di quel tempo o restituita da storici e analisti contemporanei che hanno indagato quell’epoca spartiacque.
Lo spettacolo attraversa gli anni cruciali dal 1915 al 1925: la Grande Guerra, la nascita dei fasci di combattimento, il biennio rosso, il primo governo Mussolini, il rapimento e l’uccisione di Matteotti, l’Aventino, fino al discorso del 3 gennaio 1925 che segna l’atto fondativo della dittatura fascista.

La drammaturgia è composta esclusivamente da materiali storici: discorsi parlamentari, articoli di giornale, opuscoli propagandistici, canti, poesie, slogan, vignette satiriche, documenti audio e video. Le parole provengono da autori e protagonisti come Piero Gobetti, Amerigo Dumini, Filippo Turati, Giacomo Matteotti, Giovanni Gentile, Benito Mussolini, Renzo De Felice, Emilio Gentile, Michail Bakunin, Sergio Panunzio, Paul Scott Mower, George L. Mosse.

Gli attori attivano questi materiali attraverso un lavoro che parte dalla Storia per arrivare all’inconscio individuale e collettivo, interrogando la maturazione della violenza, la costruzione del consenso e la domanda di democrazia. Il pubblico, in ascolto, è chiamato a ricucire i fili, collegando passato e presente.

Da martedì 10 a giovedì 12 febbraio | Teatro Eleonora Duse 15 \ 25
Tratto dall’Inconscio degli italiani
parole di Piero Gobetti, Amerigo Dumini, Filippo Turati, Giacomo Matteotti, Giovanni Gentile, Benito Mussolini, Renzo De Felice, Emilio Gentile, Michail Bakunin, Sergio Panunzio, Paul Scott Mower, George L. Mosse
tratte da resoconti parlamentari, riviste, quotidiani, memoriali e documenti audio e video
ideazione e regia
Gianpiero Borgia
consulenza storica
Bruno Milone
con
Elena Cotugno e Giovanni Guardiano
e con
Saverio Bari, Raffaele Braia, Davide Cherstich, Marco De Francesca, Valerio Tambone
artigiano della scena e luci Filippo Sarcinelli
canti e vocal coach
Valerio Tambone;
aiuto regista e acting coach Riccardo Palmieri
produzione Teatro dei Borgia \\ direzione artistica
Elena Cotugno
durata: 1h e 15 min

“Il fascismo non l’ho creato io: l’ho tratto dal subconscio degli italiani.”
Benito Mussolini

Info e biglietti:
telefono 010 5342 720
teatro@teatronazionalegenova.it
biglietti.teatronazionalegenova.it

 

(5 febbraio 2026)

©gaiaitalia.com 2026 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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