“Pensavamo che per fare il segretario generale di un’Autorità di sistema portuale servissero competenza, preparazione, conoscenza del porto e risultati. Eravamo convinti che fosse necessario aver già svolto il medesimo incarico negli ultimi anni e averlo fatto con serietà e con l’apprezzamento del territorio. Invece per la destra di Governo tutto questo è inutile, serve essere fedeli al capo. Partiamo da un dato, il ministero svolge un ruolo, in base alla legge, nella scelta del Presidente ma la politica è fuori dalla scelta del Segretario Generale che deve essere una figura tecnica. La destra, che ha già dato il meglio di sé nella scelta dei Presidenti interpretando allegramente i requisiti di competenza, ora si vuole cimentare anche in quella dei segretari attraverso addirittura il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia Galezzo Bignami. Un atteggiamento di questo genere mina alle fondamenta la credibilità dell’ente e di chi lo rappresenta. Chiedere il benestare del potente di turno fa pensare al medioevo” commentano così Andrea Orlando, consigliere regionale PD, Valentina Ghio vicepresidente PD alla Camera e Davide Natale segretario PD Genova, il messaggio che Pisano, presidente dell’Autorità Portuale di Spezia, ha inviato a Galeazzo Bignami e che è circolato su whatsapp.
“Sinceramente quel messaggio fa chiarezza su tante cose, su una soprattutto: da mesi chiediamo al presidente Pisano di difendere con più forza il porto della Spezia dalla riforma Rixi-Frijia. Una riforma che fa perdere al nostro sistema 3,5 milioni di euro, accentra competenze e capacità decisionale sottraendole alle Autorità portuali e ai territori. Pisano, invece, ha scelto finora la linea del silenzio. A questo punto una domanda diventa inevitabile: per difendere fino in fondo gli interessi del porto della Spezia bisogna prima aspettare il via libera di Galeazzo? Il Presidente dell’Autorità portuale deve rispondere al territorio, alle imprese, ai lavoratori e all’interesse dello scalo. Non del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera. Se davvero siamo arrivati al punto che persino una figura tecnica deve ottenere il placet di Galeazzo Bignami, allora abbiamo un problema serio di autonomia dell’Autorità di sistema portuale e assistiamo a un metodo che mortifica le professionalità coinvolte”, concludono Orlando, Ghio e Natale.
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