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“Orientalismi” a Genova fino al 28 aprile

di Gaiaitalia.com, #Genova twitter@gaiaitaliacomlo

 

 

La mostra propone un itinerario attraverso le collezioni tessili, le raccolte di ceramiche e di arti decorative dei Musei di Strada Nuova seguendo il filo conduttore dei rapporti con l’arte orientale, un tema trasversale per tutta la cultura europea.

Il percorso comprende vari momenti di questa complessa e affascinante storia, in cui l’utilizzo di manufatti e le acquisizioni di modelli e tecniche orientali si alternano alle rivisitazioni fantastiche da parte degli artisti occidentali. Il mondo arabo, la Cina e l’India sono i principali interlocutori in questo viaggio che conduce il visitatore dal XVII secolo sino agli inizi dell’Ottocento, tra merletti, stoffe preziose, abiti, libri, accessori, parati liturgici e porcellane in gran parte inediti, alla riscoperta degli aspetti meno conosciuti di un dialogo tra culture che dura ininterrottamente da secoli.

Nella prima sezione, dedicata alle suggestioni dell’arte islamica sulle arti decorative europee del Rinascimento, verranno presentati alcuni importanti pizzi del XVI e XVII secolo, accostati a una sontuosa legatura libraria cinquecentesca, mentre nella sala attigua preziosi tessuti in seta operata testimoniano gli influssi dell’arte dell’Estremo Oriente sulla produzione europea del tardo Seicento e del primo Settecento.

Ai fiori indiani è dedicata la sezione in cui viene esposta per la prima volta una rarissima sciarpa in tulle ricamata con sete policrome, opera anglo-indiana, databile tra fine XVIII e inizi XIX secolo. Il manufatto è stato recentemente sottoposto ad un delicato intervento di restauro eseguito da Claudia Santamaria grazie al generoso contributo concesso da Giovanni Roberi nell’ambito delle modalità previste dalla Legge n. 106/2014 (Artbonus).

Le “cineserie” settecentesche sono il tema della sala successiva, nella quale sono esposti abiti ricamati con fantastici fiori “cinesi”, ceramiche e accessori popolati da figurine di orientali. Nell’ultima parte dell’esposizione il pubblico ha occasione di confrontarsi con un altro importante esempio di orientalismo, una raccolta di ceramiche di Delft settecentesche provenienti dalla prestigiosa collezione Scalabrino di Milano, recentemente donate ai Musei di Strada Nuova.

Conclude il percorso di visita uno straordinario paravento cinese laccato e dorato, in origine collocato nel palazzo De Ferrari di Genova e confluito successivamente nelle proprietà di Maria Brignole-Sale, Duchessa di Galliera che per la prima volta viene offerto all’ammirazione dei visitatori.

E’ prevista, nel mese di gennaio, l’apertura presso il Museo Diocesano di una mostra dal titolo “Orientalismi. Tessuti bizarre dalle chiese diocesane”che si collega strettamente all’esposizione di Palazzo Bianco e ne completa  il percorso. Il Museo Diocesano infatti ospiterà una straordinaria rassegna di preziosi e inediti parati liturgici realizzati con tessuti bizarre, le lussuose stoffe operate prodotte tra la fine del XVII e gli inizi del XVIII secolo, i cui decori sono frutto di una libera e fantasiosa interpretazione di elementi tratti dall’arte cinese e giapponese.





(6 dicembre 2017)

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